Cronaca / Sanità

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Brutta esperienza per il professore Aniello D'Angelo

Denuncia episodio di malasanità in un libro, minacciato


Denuncia episodio di malasanità in un libro, minacciato
04/02/2009, 17:02


Quarantasei anni, professore di religione, diacono e da qualche settimana anche scrittore. E’ stato vittima di un grave episodio di malasanità e lo ha denunciato con gran coraggio nel suo libro autobiografico “L’uomo che urla”. Aniello D’angelo ad appena tre giorni dalla presentazione ufficiale del suo libro ha già subito diverse minacce. Non gli hanno incendiato la macchina o l’abitazione, come avviene negli ambienti di camorra, ma gli hanno fatto capire che deve stare zitto invitandolo a non pubblicare il libro edito da “Reginè Edizioni”. Non deve pubblicizzare un episodio che potrebbe creare problemi negli ambienti sanitari dove il professore D’angelo ha visto in faccia e poi denunciato facendo nomi e cognomi i responsabili della sua vicenda. “Sono stato invitato più di una volta a fare silenzio sull’accaduto”, spiega con un pizzico di amarezza Aniello D’Angelo che preferisce non raccontare i dettagli per motivi di sicurezza. “Ciò non mi spaventa affatto - continua il docente - anche perché non intendo venire meno al mio percorso di legalità. Ho deciso di denunciare e adesso vado in fondo fino alla fine. Sul mio caso di malasanità c’è un regolare processo in corso e pertanto preferisco non parlarne. I processi si fanno in tribunale non sui giornali. Il libro naturalmente sarà distribuito normalmente come da programma”. Intanto il docente cilentano ha già fondato un’associazione di volontariato denominata la “Chiesa degli ultimi” che offrirà assistenza a chi vorrà denunciare altri casi di malasanità: “Come neo presidente dell’associazione – continua D’Angelo – invito  tutte le vittime di malasanità, ma anche di altri tipi di abusi, a denunciare e a non aver paura. La nostra associazione sarà al loro fianco”.  Aniello D’Angelo, il 26 luglio scorso, subì un intervento chirurgico di rinosettoplastica presso una clinica privata di Agropoli. Nel libro il professore ripercorre quel calvario, ricordando che «l’intervento doveva essere soltanto una banale operazione quasi di routine», però le condizioni di salute improvvisamente peggiorarono. Complicazioni che provocarono una grave insufficienza respiratoria e misero a serissimo rischio la vita della vittima di quella brutale aggressione.

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di Vincenzo Rubano
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