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Il padre voleva mandarlo in comunità di recupero

Denuncia il figlio tossicodipendente e finisce in carcere

Cerca invano di ritrattare la versione del tentato omicidio

Denuncia il figlio tossicodipendente e finisce in carcere
04/11/2012, 21:55

CASSANO ALLO IONIO (COSENZA) - Voleva salvare il figlio, invece lo ha condannato. Un uomo di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza, ha denunciato il proprio figlio tossicodipendente con la speranza che la giustizia lo costringesse a frequentare una comunità di recupero. Così ha denunciato il figlio per tentato omicidio. Il Tribunale ha condannato il giovane a 8 anni di reclusione per tentato omicidio, disponendone la custodia in carcere. In cella, l’uomo ha tentato di suicidarsi. Nel momento della condanna, padre e madre del tossicodipendente hanno tentato di ritrattare la deposizione, cercando di convincere i giudici che non c’era mai stato un tentato omicidio, ma solo una lieve aggressione. Non c’è stato nulla da fare.
La giustizia ha seguito il suo corso e Antonio La Banca di 29 anni è stato condannato a 8 anni di galera. Il 9 gennaio scorso, dopo una serie di scenate in famiglia, il giovane aggredì la madre tirandole i capelli. La donna, esasperata, lo denunciò dicendo che aveva tentato di strangolarla. Il caso è arrivato al Tribunale di Castrovillari, dove è stata emessa la sentenza definitiva ed è stata anche respinta l’istanza della difesa di concedere i domiciliari in una struttura di recupero. Il giorno dopo la sentenza, l’uomo si è tagliato le vene nel carcere di Rossano ed è stato salvato dall’intervento di altri detenuti e dalla polizia penitenziaria. Adesso è nuovamente in carcere. Nonostante gli sforzi degli avvocati, che con una perizia fatta da un esperto dimostrava i problemi di droga e di alcol, Antonio La Banca è finito in galera e non in una struttura di recupero. C’era anche la disponibilità del Sert, ma il Tribunale ha rigettato la concessione dei domiciliari in una comunità di recupero.

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di Emanuele De Lucia
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