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Denunciata dopo il parto a Napoli, il primario: "Tutte falsità"


Denunciata dopo il parto a Napoli, il primario: 'Tutte falsità'
02/04/2009, 14:04

Si getta acqua sul fuoco all'indomani del clamoroso episodio che ha visto protagonista una giovane iovoriana che ha raccontato di essere stata denunciata per la sua clandestinità alla polizia dell'ospedale Fatebenefratelli di Napoli, dove era andata a partorire. Il primario del reparto di Ostetricia, Pietro Iacobelli, parla di un "malinteso", e nega che sia partita una denuncia. "Dall'ospedale non è partita nessuna denuncia - spiega il medico - E' stata soltanto chiesta l'identificazione della puerpera, perché priva di documenti, attraverso gli organi di polizia. Si tratta di una procedura per permettere alla madre di riconoscere il proprio bambino". "Ogni sabato i medici del Fatebenefratelli, fuori orario di lavoro, salgono a bordo di un camper attrezzato per fare visite gratuite" - aggiunge Iacobelli che ricorda anche che tra i pazienti dell'ambulatorio mobile ci sono anche molti immigrati che vivono sul litorale domizio. "Nessuno si sarebbe mai sognato di denunciare la donna - ribadisce - Sono state scritte delle falsità circa l'intera vicenda. Non è vero, ad esempio, che la signora sia stata tenuta lontana dal bambino." "Nei tre giorni successivi al parto, ad esempio, il piccolo è stato con lei in stanza, poi, in attesa del riconoscimento, è andata regolarmente al nido per allattarlo", sottolinea il primario. Il medico ricostruisce, quindi, la vicenda. Kante Kadiatou, 25enne della Costa d'Avorio, è arrivata al pronto soccorso del Fatebenefratelli alle ore 2 del 5 marzo. Ricoverata ed assistita, ha dato alla luce alle 7.47 un maschietto di 3 chili, perfettamente sano. Madre e figlio, sono stati dimessi la mattina dell'11 marzo. La signora Kante, priva di documento di identità valido o di testimoni con documenti di identità validi, non poteva dichiarare il proprio bambino secondo quanto disposto dalla legge. Per poter permettere il riconoscimento del piccolo, spiegano i sanitari, l'ospedale ha attivato la procedura prevista dalla legge chiedendo l'identificazione della madre attraverso le forze di polizia. Una volta accertata la sua identità, Kante Kadiatou e il suo piccolo, regolarmente dichiarato, è stata dimessa dall'ospedale.

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di Redazione
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