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Lo ha deciso il Tribunale di Bologna

Deportati italiani, il risarcimento del danno è imprescrittibile per lo Stato estero


Deportati italiani, il risarcimento del danno è imprescrittibile per lo Stato estero
03/02/2010, 10:02


BOLOGNA - Crimini di guerra e contro l’umanità, le conseguenze civili del reato, ovvero il risarcimento danni, sono imprescrittibili anche quando il chiamato in giudizio è uno Stato straniero e non solo il “criminale”. È il principio affermato, nei giorni scorsi, da una sentenza del Tribunale di Bologna (n. 04/2010) in cui si è fatto piazza pulita di tutte le eccezioni sollevate dalla Repubblica federale tedesca, chiamata in giudizio quale successore della Germania hitleriana. Questo sulla scia della Cassazione, che già dal 2004 ha permesso di portare in giudizio uno Stato straniero quando i suoi organi abbiano commesso crimini contro l’umanità.

Il caso è quello di Angelantonio Giorgio, classe 1924, originario di Melito Irpino e sotto le armi all’epoca del secondo conflitto mondiale. Il giorno dopo l’armistizio, firmato l’8 settembre 1943, cercò di raggiungere in treno la Campania, ma venne catturato dai tedeschi che presso la stazione ferroviaria di Modena lo identificarono come militare, a causa dei suoi capelli corti. Fatto scendere dal treno, venne prima portato nella città di Mosbach dove venne destinato ai lavori forzati, poi a Monaco di Baviera. Qui, per aver rifiutato l’arruolamento nelle SS e nella Repubblica sociale, fu sommariamente processato e spedito nel lager di Dachau da cui venne liberato dagli anglo-americani dopo quasi due anni di prigionia. Ma, intanto, i soprusi subiti nel campo di sterminio nazista gli avevano procurato patologie fisiche e psichiche irreversibili.

Nel 2006, scoperta la possibilità di agire in giudizio, si è rivolto all’avv. Giorgio Fregni di Modena e all’avv. Salvatore Guzzi di Torchiara, del foro di Napoli e assistente di diritto internazionale all’Università Federico II, entrambi nel network Eurojuris international. I due legali ne hanno sostenuto la difesa prima a Modena e, poi, dopo che la Germania ha chiamato in giudizio la Repubblica italiana, a Bologna. E proprio questo Tribunale, nei giorni scorsi, ha pronunciato la clamorosa sentenza, rimettendo la causa in istruttoria solo per le perizie medico-legali.

«Il Tribunale di Bologna – spiega l’avv. Salvatore Guzzi di Torchiara – ha affermato che, poiché la deportazione e il lavoro forzato sono crimini internazionali che entrano nel nostro ordinamento in virtù dell’art. 10 della Costituzione, se sono imprescrittibili nell’ordinamento internazionale allo stesso modo lo sono nell’ordinamento italiano. Di conseguenza, poiché il codice civile prevede che alla prescrizione si applica il principio in base a cui, quando il fatto è previsto dalla legge come reato, si applica la prescrizione più lunga anche al risarcimento, così come il reato è imprescrittibile diviene imprescrittibile pure il diritto al risarcimento».
«La pronuncia di Bologna è interessante – prosegue l’avv. Guzzi – perché in essa si afferma che le norme limitative della responsabilità dello Stato, contenute sia nel Trattato di pace che negli accordi tra Italia e Germania federale, si riferiscono solo alle controversi pendenti al momento delle ostilità e non a quelle instauratesi successivamente, come per l’appunto le azioni proposte dai deportati nei lager nazisti. La Repubblica federale, infatti, è stata condannata anche a pagare le spese di giudizio alla Repubblica italiana».

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di Redazione
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