Cronaca / Giudiziaria

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"Siri favoriva gli interessi di Arata", scrivono

Depositata al Riesame l'intercettazione che inchioda il sottosegretario Siri


Depositata al Riesame l'intercettazione che inchioda il sottosegretario Siri
26/04/2019, 16:14

ROMA - La Procura di Roma ha presentato al Tribunale del Riesame - chiamato a decidere sul sequestro del computer e del telefonino di Paolo Arata, effettuato dai magistrati romani in quanto prova essenziale - la famosa intercettazione che è la base dell'indagine aperta sul sottosegretario Armando Siri. Una intercettazione che - conrariamente a quanto scritto da alcuni giornali ieri, esiste. E nella quale Paolo Arata afferma che la collaborazione di Siri "ci è costata 30 mila euro", frase che è stata interpretata come l'affermazione di una dazione di denaro o quanto meno di una promessa di denaro. Secondo i magistrati, nel computer e nel telefonino potrebbero esserci le prove dei contatti tra i due. 

Secondo i Pm, esisteva uno "stabile accordo" tra Arata e Siri. Un accordo in base al quale Siri avrebbe cercato di aiutare Arata inserendo un emendamento a favore delle sue attività imprenditoriali e a quelle di Vincenzo Nicastri. 

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di Antonio Rispoli
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