Cronaca / Giudiziaria

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"La decisione di primo grado è immune da vizi, è confermata"

Depositate le motivazioni dell'assoluzione di Alberto Stasi

Il delitto di Chiara Poggi resta senza un colpevole

Depositate le motivazioni dell'assoluzione di Alberto Stasi
05/03/2012, 20:03

MILANO - Sono state depositate le motivazioni della sentenza della Corte d'appello che ha assolto Alberto Stasi dall'accusa di aver ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007. "A giudizio della Corte la decisione di primo grado è immune da vizi e merita di essere confermata", con queste parole il giudice Fabio Tucci ha spiegato poi che "le ipotesi alternative alla non provata responsabilità di Stasi non sono eventualità remote, ma riguardano scenari alternativi dei quali la presenza della bicicletta nera da donna fuori l'abitazione della vittima potrebbe costituire un elemento costitutivo. Scenari attraversati da altri protagonisti, e che forse sono caratterizzati da progressioni criminose non esplorate, e quindi rimaste ignote". In buona sostanza, sul delitto di Chiara Poggi rimangono tanti dubbi e nessun colpevole.
Per il giudice Tucci a nulla valgono le tracce di sangue rilevate dai periti sulle suole delle scarpe di Stasi: "Nulla si può affermare riguardo a ciò che effettivamente si è verificato nella realtà. Realtà che quindi è rimasta inconoscibile nei suoi molteplici fattori rilevanti, la maggior parte dei quali sono condizionati unicamente dal caso". La Corte ha specificato soprattutto che l'esito della sentenza è necessario affinché si giunga "alla conclusione di conferma o di falsificazione dell'enunciato di accusa sintetizzato nell'imputazione. Imputazione che nel presente giudizio è stata formulata nei confronti di un solo imputato, Alberto Stasi". Nella motivazione della sua assoluzione, il caso di Garlasco viene confrontato con quello di Cogne e il profilo di Alberto Stasi con quello di Anna Maria Franzoni. La Corte ricorda che durante il processo d'appello, il legale della famiglia Poggi si è richiamato a una sentenza della Cassazione del 2009 sul delitto di Cogne, lasciando intendere che "anche con riferimento a Stasi le ipotesi alternative alla sua responsabilità risultano fantasiose e prive di aggancio alle circostanze accertate in giudizio". In merito all'assoluzione di Stasi e al confronto con la Franzoni, il giudice Tucci ha spiegato che quel "si tratta però di un argomento che non rispetta le cadenze logiche del ragionamento giuridico, non solo perché Annamaria Franzoni venne attinta da un quadro indiziario valutato come concludente, ma anche perché ci si guardò bene dall'affermare che la responsabilità dell'imputata era provata solo perché le alternative all'ipotesi formulata dall'accusa, non provata in giudizio, erano risultate inconsistenti". Nel caso di Stasi, il suo quadro indiziario, invece, "si caratterizza per la presenza di indizi risultati privi di forza logica, perché non resistenti alle obiezioni, non attendibili, non convincenti".

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di Emanuele De Lucia
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