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Il ragazzo amava laccarsi le unghia

Deriso perché gay. 15enne si suicida


Deriso perché gay. 15enne si suicida
22/11/2012, 19:00

Ancora un ragazzo vittima dell’omofobia. Martedì sera, a Roma, un ragazzo di 15 anni ha deciso di togliersi la vita perché stanco di esser preso in giro da tutti, su facebook, per il suo orientamento popolare. Proprio sul popolare social network, infatti, era stato creato un profilo con cui si denigrava il giovane suicida “colpevole” di mettere lo smalto sulle unghie e di vestire di rosa.
La Procura di Roma ha avviato una inchiesta sul suicidio del 15enne .Le indagini sono al momento senza indagati o ipotesi di reato. Non si esclude che si possa successivamente arrivare ad ipotizzare l'istigazione al suicidio. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Pierfillippo Laviani, hanno già avviato una serie di accertamenti per tentare di capire quali siano le ragioni che hanno portato il giovane al gesto estremo.
Ed è proprio su facebook che i genitori del giovane hanno lasciato un ultimo saluto al loro amato figlio: “Forse perché così mi pare ancora di parlarti, forse per questo entro ed esco dal tuo profilo, indosso il tuo pigiama,cerco tra i tuoi appunti, i tuoi disegni, le tue cose", scrive la mamma. "Voglio abbracciare i tuoi amici  perché voglio abbracciare te e tutto il tuo mondo. Non capiamo, non accettiamo. Ti vogliamo con noi e BASTA!". Nel suo profilo la donna ha messo una foto di lei e del figlio che sorridono abbracciati verso l'obiettivo di una macchina fotografica. "Intanto – scrive ancora la donna, distrutta dal dolore, papà ed io domani saremo da te per quell'ultimo bacio che tu dovevi a noi, perché così avrebbe dovuto essere per natura. Ci mancano le tue battute, le tue risate, le tue urla. Ci manca tutto. Anche il rumore dei tuoi passi quando giravi per casa nel silenzio della notte. Tutto di te! Eri ancora così acerbo, capace di un amore così grande, tu che ancora non avevi dato il tuo primo bacio. Con tutto l'amore che posso, riposa in pace figlio mio adorato".
Proprio su quel falso profilo creato per prendere in giro il ragazzino, gli amici più intimi hanno scritto a coloro che lo hanno sempre preso in giro, tanto da indurlo a suicidarsi. E non solo i ragazzi, c’è chi se la prende anche con i professori che diverse volte lo avevano rimproverato di laccarsi le unghia.

“La notizia del suicidio di un ragazzo di quindici anni, a quanto risulta, per una sorta di discriminazione omofobica alla quale sarebbe stato sottoposto, è una tragedia per tutti. Lo è per la città, che conta la perdita di un'anima evidentemente troppo sensibile. Lo è per la famiglia del ragazzo, alla quale va la nostra vicinanza. Ma lo è anche per i compagni di scuola e i professori di questo ragazzo, vittima dell'ignoranza, prima ancora che del bullismo”. Lo afferma, in una nota, il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Sulla coscienza di tutti quelli che potevano tacere e non l'hanno fatto e di quelli che dovevano parlare e hanno lasciato correre - aggiunge - rimarrà sempre questa traccia indelebile. Aspettiamo l'esito delle indagini che, però, potranno sciogliere i dubbi sulla dinamica ma non colmeranno la tristezza che questo gesto provoca in tutti noi”.
Non solo Alemanno, anche Nichi Vendola ha voluto parlare del “ragazzo dai pantaloni rosa”. “Non è giusto morire a 15 anni. Oggi piangiamo la vita spezzata di un ragazzino, l'ennesima vittima dell'ignoranza e dei pregiudizi”, dichiara Vendola. “Piangiamo una vittima dell'omofobia ma anche della vigliaccheria di una politica incapace di rispettare le diversità e la dignità di ogni singola persona. Piangiamo per l'offesa continua ai diritti e al sentimento di umanità, per la violenza del filo spinato con cui si stringe a tenaglia l'esistenza di tanti individui. Non possiamo, non vogliamo dimenticarlo: l'intolleranza e l'ipocrisia sono killer spietati. Uccidono ogni giorno”.
Intanto, questa sera gli  studenti della Rete della Conoscenza hanno indetto per stasera una fiaccolata che partirà alle 19.30 in via di San Giovanni in Laterano (Colosseo).
“Sotto gli occhi increduli di tutti si è consumato un altro gesto estremo, che sottolinea non solo il fallimento di un ambiente scolastico inadeguato sul profilo della prevenzione al bullismo omofobico - dice Mauro Patti, responsabile area tematica Lgbtq della Rete della Conoscenza - ma che rappresenta la dolorosa cifra di un fallimento culturale e politico di un Paese. Per questo le studentesse e studenti dell'Unione degli Studenti, di Link Coordinamento Universitario e della Rete della Conoscenza - si legge nella nota - invitano le scuole e le associazioni ad aggregarsi stasera a Roma alle 19.30 in via di S. Giovanni in Laterano (Colosseo) alla fiaccolata di solidarietà per lo studente e la sua famiglia (evento facebook), che si protrarrà fino all'istituto Cavour. Si invita tutti a indossare un capo rosa, il colore che amava indossare il ragazzo morto”.

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di Erika Noschese
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