Cronaca / Rosa

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L'ex senatore del Pdl decide di collaborare con i giudici

Di Girolamo:"I dirigenti delle compagnie sapevano tutto"


Di Girolamo:'I dirigenti delle compagnie sapevano tutto'
11/03/2010, 19:03

ROMA - Nicola di Girolamo si era inizialmente avvalso della facoltà di non rispondere ma, lo scorso martedì, ha deciso di parlare apertamente con i pm. Le prime dichiarazioni sono decisamente compromettenti:"Vi erano dirigenti di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle ben consapevoli della illiceità delle operazioni che dovevano consentire di accumulare grosse somme di denaro frutto dell'attività illecita attraverso il meccanismo della frode dell'Iva".
Le "grosse somme" corrispondo a 2 miliardi di euro, mentre, quelle sottratte al fisco per evasione, sono 365 milioni. Di Girolamo poi impreziosice le sue confessioni- dichiarazioni:"Pur non avendo preso parte attiva alla operazione Phuncard, di cui però ero a piena conoscenza, ho ricevuto come compenso la somma complessiva di circa 200 mila euro che mi vennero consegnati in contanti". L'ex politico di squadra nel Popolo delle libertà decide di non negare le numerose e corpose tangenti che ha ricevuto nel corso degli anni dai dirigenti Telecom Sparkle e Fastweb:"Il mio compenso è variato in ragione dei profitti sempre crescenti dell'operazione e si è determinato alla fine nella cifra di circa 4 milioni di euro. Secondo le decisioni di Mokbel, però, tale compenso doveva rimanere come fondo comune per l'acquisizione di partecipazioni della holding Runa, costituita a Singapore, nella somma di 2 milioni e mezzo di euro, mentre ho ricevuto come quota personale la somma complessiva di un milione e mezzo che mi è pervenuta sulla società Gis (un milione) e sulle società Antiche Officine Campidoglio (500 mila). In realtà dalla Runa, che inizialmente è stata dotata di un fondo di circa 5 milioni, non so che operazione è stata realizzati".
E dopo aver vuotato il sacco sui "compensi ricevuti" e sulle diverse operazioni svolta, Di Girolamo decide di fare anche dei nomi:"Erano previste circa 10/13 quote di 2 milioni e mezzo di euro ciascuna per la costituzione della Runa; di coloro che dovevano partecipare ciascuno con una singola quota ricordo oltre a me, Mokbel, Ricci, Toseroni, Focarelli, Breccolotti, Murri, Fanella, gli inglesi".
Come ciliegina acerba su di una torta marcia, l'ex senatore "regala" anche i nomi dei dirigenti che, a suo dire, conoscevano chiaramente tutti i "movimenti" che avvenivano tra le società coinvolte nell'inchiesta e la banda che riciclava il denaro sporco. Per la precisione i nomi sono quelli di Stefano Mazzitelli, già amministratore delegato di Telecom Italia Sparkle, Massimo Comito, ex responsabile delle regioni europee della stessa Telecom e Antonio Catanzariti che è stato responsabile del Carrier sales Italy.

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di Germano Milite
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