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Mancino nega di avere ricevuto favori da Anemone

Di Pietro (Idv): se Scajola non va dai giudici, è indagato


Di Pietro (Idv): se Scajola non va dai giudici, è indagato
13/05/2010, 10:05

ROMA - E' stato molto chiaro e netto, come è sua abitudine, il leader dell'Italia dei Valori nella trasmissione di mercoledì sera di "8 e mezzo", su La7. Parlando della posizione dell'ex Ministro Claudio Scajola, che è stato convocato dai giudici di persona per essere sentito come "persona informata dei fatti", ha fatto notare che l'annuncio dato alla stampa dai suoi legali è quanto meno irrituale. Infatti un testimone non può rifiutarsi; lo può fare solo un indagato. Ergo - prosegue Di Pietro - è evidente che Scajola sa che è indagato o che sta per essere iscritto nel registro degli indagati. Il che, dal punto di vista del Codice di Procedura Penale, non fa una grinza: se una persona è convocata a parlare con i Pubblici Ministeri e non si presenta, può essere sottoposto ad accompagnamento coatto, cioè si possono mandare i Carabinieri a prenderlo a casa o sul posto di lavoro o dovunque egli sia.
Intanto cominciano le smentite, per quanto riguarda la "lista Vip" trovata sul Pc dell'imprenditore Diego Anemone. Il primo in ordine di tempo è stato Nicola Mancino, per cui l'imprenditore fece dei lavori quando l'attuale Vice Presidente del Csm era Ministro dell'Interno. In una nota Mancino specifica: "A seguito della mia nomina a ministro dell'Interno, vennero commissionati dal Sisde all'impresa del signor Diego Anemone lavori di messa in sicurezza dell'appartamento da me allora abitato, in locazione a Roma in corso Rinascimento 11. Si trattò essenzialmente della blindatura di porte e di finestre". Dopo questi fatti, risalenti al 1992, dice Mancino, c'è stato un bis nel 2004 o nel 2005: "Feci eseguire a mie spese modesti lavori di messa in opera di due librerie a muro e di un armadio, anch'esso a muro. Fu naturale per me rivolgermi ad un'impresa che godeva della fiducia di istituzioni prestigiose, e perciò dava garanzie di affidabilità".

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di Antonio Rispoli
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