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Una prima pagina alquanto monotematica

Di Pietro indagato? E il Giornale esulta


Di Pietro indagato? E il Giornale esulta
22/06/2010, 11:06

MILANO - Lunedì, come è noto, si è diffusa la notizia che Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è stato iscritto nel registro degli indagati, a seguito di una denuncia di Elio Veltri, ex amico di Di Pietro ed ex dirigente dell'Idv, finchè l'ex Pm non rifiutò di dargli il controllo economico del partito e lo cacciò. Veltri ha dichiarato che Di Pietro presentò false autocertificazioni per far gestire i rimborsi spese delle elezioni europee del 2004 e di quelle successive non al partito ma ad una associazione omonima che vede tra i suoi soci lo stesso Di Pietro ed altre tre persone. Ma poche ore dopo il primo lancio di agenzia, è arrivata la risposta del leader di Idv sul suo blog (poco dopo le ore 15 c'è stato il lancio di agenzia, prima delle 18 già era stata pubblicata la risposta) dove spiegava che l'iscrizione a registro delle indagini era un atto dovuto (il che è verissimo, quando c'è una denuncia) e che il contenuto è contrario ai fatti, tanto che Veltri è stato già condannato al risarcimento danni per questa vicenda. Risarcimento danni che è stato versato a Di Pietro dalla casa editrice de Il Giornale.
Ma questa mattina il Giornale supera se stesso. Innanzitutto con un titolo degno di un bambino dispettoso di 6 anni ("Di Pietro indagato per truffa. Così impari") e poi con un editoriale di Feltri, che dimostra un certo masochismo, nel fare l'impossibile per mettersi in condizione di essere querelato. Infatti, il direttore del quotidiano della famiglia Berlusconi dice che Di Pietro, se fosse coerente, dovrebbe dimettersi, come lui stesso ha sempre chiesto (falso, l'ex Pm l'ha chiesto per i condannati, agli indagati ha detto che non devono usare la loro carica per intralciare le indagini), ed aggiunge: "Sull’aspetto politico dell’incidente non sorvolo: l’ex Pm di Mani Pulite, se non si dimette dal parlamento (ed è un suo diritto), deve pubblicamente riconoscere di aver preso un granchio. E’ una follia pretendere che gli inquisiti stiano fuori da Camera e Senato".
Poi c'è un altro titolo, subito sotto l'apertura, dove dice: "Tutti gli scheletri del super moralista" e nell'occhiello: "La strategia negare". Peccato che non ci siano scheletri, perchè a ciascuno dei cosiddetti scheletri corrisponde un articolo o un post - molti sono vecchi - del blog di Di Pietro (ampiamente corredato di documenti, roba che a leggerli tutti uno ci invecchia) dove viene spiegato perchè non è uno scheletro. In quanto poi all'occhiello, è divertente per due motivi. Il primo è perchè istintivamente mi sale alla bocca una domanda: "Ma che dovrebbe fare uno se è innocente? Accollarsi un reato che non ha commesso?", dato che finora tutti i magistrati che hanno processato l'ex Pm l'hanno assolto. Il secondo è che a parlare è quello che, a fronte delle sentenze che hanno dichiarato le responsabilità penali di Berlusconi, con sentenze di primo, secondo e terzo grado, ha sempre presentato solo la negazione dell'imputato e mai le sentenze che provavano le sue responsabilità. Un po' di coerenza è chiedere troppo?

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di Antonio Rispoli
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