Cronaca / Soldi

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Ennesimo colpo al clan dei Casalesi

Dia: Operazione 50. Sequestrati beni per 50 mln


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Dia: Operazione 50. Sequestrati beni per 50 mln
14/07/2009, 17:07

Nella mattinata odierna, oltre cento Agenti del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli hanno eseguito quattro decreti di sequestro emessi, ai sensi della normativa antimafia dalla Sez. Misure di Prevenzione del Tribunale di S. Maria C.V. nei confronti dei seguenti soggetti, tutti detenuti:
- SETOLA Giuseppe, nato il 5.11.1970
- SETOLA Pasquale nato il 9.6.1964
- FIORETTO Giosuè, nato il 4 maggio 1963;
- VEROLLA Nicola, nato il 4 luglio 1946;
- DELLA VENTURA Antonio, nato il 27.10.1964.
I sequestri, emanati su proposta del Direttore della D.I.A., Generale dei Carabinieri Antonio GIRONE, sono il frutto di articolate indagini patrimoniali che hanno portato all’emissione dei provvedimenti nei confronti dei 5 soggetti sopra indicati e di 30 prestanome dei predetti, tra i quali alcuni familiari e numerosi incensurati insospettabili, dietro i cui nominativi si celavano le attività di reimpiego e di riciclaggio dei proventi dell’attività criminale del clan dei Casalesi.
Il valore dei beni sottoposti a vincolo reale ammonta a oltre 50 milioni di euro e consistono di 34 beni immobili, 9 società, 24 autoveicoli tra i quali camion ed autocisterne, 87 rapporti finanziari con Istituti di credito delle provincia di Caserta e di Napoli. In un solo conto corrente intestato ad un prestanome di Setola sono stati sequestrati 60.000 € in contanti.
L'operazione, che colpisce tutta la galassia del clan dei Casalesi e dei loro alleati, dalla fazione bidognettiana, a Giuseppe SETOLA ed ai Belforte di Marcianise, rappresenta uno dei più rilevanti sequestri disposti dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere fin dai tempi dell’operazione Spartacus che, nel corso degli ultimi 15 anni, ha portato la sola D.I.A. di Napoli a sequestrare, in esecuzione di provvedimenti ablativi emessi dal citato Ufficio Giudiziario, beni per un valore di 1 miliardo di Euro, alla confisca di beni per oltre 700 milioni di Euro ed all'arresto di circa 700 appartenenti all'organizzazione camorristica dei Casalesi.
I soggetti colpiti dagli odierni provvedimenti, detenuti per il reato di associazione per delinquere di stampo camorristico, sono ben noti alle cronache giudiziarie e se ne delinea di seguito il profilo criminale.

FIORETTO Giosuè
Il FIORETTO, asseritamente assicuratore, originario di Mugnano di Napoli, è convivente di Emiliana Carrino, una delle sorelle della c.d.g. Carrino Anna ex convivente del boss Francesco Bidognetti.
Nell’anno 2000, nel periodo in cui Aniello Bidognetti, figlio primogenito di Francesco, era ricercato per omicidio, il Fioretto - meglio conosciuto per la sua apparente bonomia come “O’ Zio” - ha costituito un costante punto di riferimento e di appoggio per l’intero gruppo camorristico. Il FIORETTO è attualmente detenuto per essere stato colpito con altri 63 soggetti, da una O.C.C emessa dal GIP di Napoli; allo stesso sono contestati la partecipazione alla fazione facente capo alla famiglia Bidognetti del clan dei Casalesi nonchè l’illecita concorrenza, a vantaggio di imprese facenti capo al BIDOGNETTI ed a SCHIAVONE Alfonso. Tra i destinatari del medesimo provvedimento figurano, esponenti di primissimo piano del clan quali lo stesso BIDOGNETTI Francesco, GUIDA Luigi, SETOLA Giuseppe CIRILLO Alessandro, SPAGNUOLO Oreste.

DELLA VENTURA Antonio
È ritenuto il capozona di Caserta del pericolosissimo clan camorristico BELFORTE, organizzazione che pur mantenendo autonomia operativa, sia territoriale che funzionale, si colloca all’interno del cartello camorristico del Clan dei casalesi.
Gravato di una lunga serie di provvedimenti giudiziari, è attualmente detenuto per essere stato colpito, da ultimo, da una O.C.C. emessa in data 02.01.2008 dal GIP di Napoli con la quale gli sono stati contestati i reati di associazione di tipo mafioso ed omicidio doloso.

VEROLLA Nicola
È attualmente detenuto per essere stato colpito con altri 63 soggetti, da una O.C.C emessa nell’ambito del procedimento penale nr. 77946/01 R.G. dal GIP di Napoli, stesso provvedimento contestato al FIORETTO. Al VEROLLA, con il provvedimento eseguito nell’aprile 2008, è contestata la partecipazione alla fazione facente capo alla famiglia Bidognetti operante sul litorale domitio.
È titolare di un negozio di autoricambi ubicato in Lusciano, utilizzato come una delle basi operative del gruppo; nel corso delle indagini emergeva che in tali locali venivano condotti imprenditori sottoposti o da sottoporre ad estorsione.

SETOLA Giuseppe e Pasquale
SETOLA Giuseppe è da considerare uno degli esponenti di vertice della famiglia Bidognetti. Già colpito da una serie di provvedimenti di rigore, il 06/02/2008, veniva arrestato in forza di un provvedimento cautelare; subito dopo, però, per una presunta grave patologia agli occhi otteneva il beneficio degli arresti domiciliari da cui evadeva l’8/4/2008 rendendosi irreperibile. Dopo aver riunito attorno a sé un gruppo di affiliati al clan Bidognetti, molti dei quali resisi irreperibili subito dopo l’inizio della collaborazione di Bidognetti Domenico e Carrino Anna, dava avvio ad una lunga serie di omicidi in danno di soggetti che avevano osato denunciare alle Forze dell’Ordine le estorsioni poste in essere dal clan e ad azioni di ritorsione nei confronti di familiari di collaboratori di giustizia allo scopo di tentare di ristabilire, con il terrore, il controllo sulle aree di competenza del clan.
A conclusione di un lungo periodo di latitanza veniva tratto in arresto il 14/01/2009 in Mignano Montelungo.
Il fratello Pasquale, pure detenuto, oltre ad essere affiliato al clan del casalesi, è stato individuato quale terzo intestatario di gran parte dei beni illecitamente accumulati, oggetto dell’odierno sequestro, già titolare di imprese commerciali, poi cedute a terzi per evitare i sequestri una volta che il ruolo del fratello Giuseppe era assunto agli onori delle cronache giudiziarie a seguito degli omicidi avvenuti nel corso dell’estate del 2008..
Le indagini patrimoniali, hanno disvelato numerosi altri immobili e società intestate ad insospettabili terzi intestatari per evitare che l’attività investigativa potesse aggredirli con l’attuazione della normativa antimafia.


ELENCO DEI BENI SEQUESTRATI CARICO DI:



FIORETTO Giosue’:

a) immobile sito nel comune di Mugnano di Napoli consistente in appartamento di vani 5,5 + locale deposito di mq. 20;

b) autovettura Smart Forfour 1.5 CDI;

c) polizza Assicurativa.



DELLA VENTURA Antonio:

a) quote e beni strumentali della Cooperativa “NUOVA GENERAZIONE” Soc.Coop. a.r.l., con sede in Caserta alla via Petrarelle nr.5;

b) quote e beni strumentali della “NUOVA COOPERATIVA TERRA DI LAVORO – SOCIETA’ COOPERATIVA” con sede in Caserta alla via Tifatina nr. 43;

c) quote e beni strumentali della Cooperativa “SERVIZI INTEGRATI TERRA DI LAVORO – COOP ONLUS”, con sede in Caserta alla Via G. Falcone n. 17;

d) quote e beni strumentali della Cooperativa Sociale “NEW PARKING” a r.l. con sede in Caserta alla via Pigna Parco Primavera;

e) quote e beni strumentali della Società a responsabilità limitata “M. & F.”, con sede in Caserta alla via Tescione n. 236;

f) Appartamento intestato a Marzo Filomena, sito in Caserta alla via Claudio, n. 71, riportato nel catasto fabbricati al foglio 46, particella 139, subalterno 11, di vani 3,5;

g) Autovettura CITROEN, Modello C3 Cabrio 1,6 16V, targata CM696PJ ed intestata a Marzo Filomena.



VEROLLA Nicola:


a. quote e beni strumentali della “VEROLLA S.a.S. di DI MARINO Rosa & C.”, con sede legale in Lusciano (CE) alla via della Liberta’ 59.

b. quote e beni strumentali della “VEROLLA S.R.L.” con sede legale in Lusciano (CE) alla via della Liberta’ 59;

c. Terreno di proprietà di DI MARINO Rosa are 85,60, sito in TrentolaDucenta localita’ “Marco Cecato”;

d. Immobile intestato a VEROLLA Maria Cecilia, VEROLLA Luciana e VEROLLA Tiziana, di mq 205, sito in Lusciano;

e. Immobili intestati a VEROLLA Maria Cecilia, siti in Lusciano, viale della Libertà, riportati nel catasto fabbricati al foglio 1, particella 363, subalterno 6 per intero ed 1/3 del subalterno 5, natura L, piano 2;

f. Immobili intestati a VEROLLA Luciana, siti in Lusciano + ½ dei magazzini e locali di deposito di mq 186, posti al piano S1, e 1/3 del lastrico solare, posta al 2° piano;

g. Immobile intestato a VEROLLA Tiziana, sito in Lusciano + ½ dei magazzini e locali di deposito di mq 186, posti al piano S1, dello stesso fabbricato + 1/3 del lastrico solare, posta al 2° piano;

SETOLA Giuseppe e SETOLA Pasquale:

28 beni immobili (di cui 18 terreni e nr.10 fabbricati), nr. 13 veicoli, nr. 88 rapporti finanziari formalmente riferibili a diversi soggetti ed, inoltre:

a) ditta individuale denominata “Baldascino Fortunata” sede legale in Casal di Principe al corso Umberto I nr. 544, avente quale oggetto sociale “Bar e Caffè”;

b) ditta individuale di D’ANIELLO Antonietta sita in Casal di Principe (CE) via Paolo VI nr. 14, attiva nel settore del commercio al dettaglio di confezioni per bambini e neonati;

c) ditta individuale DIANA GIOVANNI, esercente l’attività di bar ed altri esercizi simili senza cucina, con sede legale in Casal di Principe (CE) via S. Donato 33;

d) cooperativa EMIBA COSTRUZIONI – SOCIETA’ COOPERATIVA;

e) società den. GENERAL IMPIANTI SAS DI PAGANO MASSIMILIANO & C., con sede legale in Casal di Principe (CE), alla via S.Donato n.11, ed unità locale, di fatto, in Casal di Principe, v. Fellini n.7;

f) società Cooperativa a r.l. COSTRUZIONI GENERALI 2002 - sede legale in Casal di Principe, via XXV Aprile n. 15 –;

g) quota nominale pari a 3.333,34 € della società denominata GENERALE PAVIMENTI S.R.L., con sede legale a Casal di Principe (CE), via Baracca n.205 detenuta da VISONE Giuseppe. 


“L’operato del Ministro Maroni in termini di contrasto alla malavita organizzata sta dando risultati incredibili”.
 
Lo afferma in una nota il vicepresidente dei deputati della Lega Nord Luciano Dussin, commentando l’odierna operazione anticamorra denominata “operazione cinquanta”.
 
“Il valore di oltre 50 milioni di euro di beni sequestrati - continua Dussin – si somma ai 4,3 miliardi di euro già confiscati in meno di un anno: sono numeri che parlano da soli e che non hanno precedenti. Colpire le cosche mafiose - conclude la nota - vuol dire anche liberare ampi territori che in passato sono sfuggiti al controllo dello Stato e che per questo allontanavano qualsiasi nuovo insediamento produttivo, con le conseguenti ripercussioni negative anche sul piano occupazionale locale.”

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di Redazione
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