Cronaca / Soldi

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Confiscati 3 lidi nel casertano

DIA: sequestrati 3,5 milioni al Clan Zagaria


DIA: sequestrati 3,5 milioni al Clan Zagaria
18/11/2010, 08:11

Il Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il sequestro di beni immobili, individuati nella disponibilità dei fratelli Raffaele e Guido ZAGARIA, rispettivamente 55enne e 45enne di Casapesenna (Ce).
Il provvedimento è stato adottato su proposta d’iniziativa del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, attualmente diretta dal Generale dei Carabinieri Antonio GIRONE.
I due fratelli sono ritenuti appartenenti all'organizzazione camorristica denominata dei "casalesi". Fin dal 1987 essi furono oggetto di indagini, assieme al fratello Vincenzo, nonché ad altri affiliati locali dell' organizzazione camorristica "Nuova Famiglia". Le investigazioni accertarono che ZAGARIA Vincenzo, Raffaele e Guido avevano instaurato un autentico clima di terrore e di omertà in Casapesenna (Ce), favorendo le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore pubblico e privato, condizionandone le scelte ed i programmi.
Com’è noto la peculiarità del gruppo criminale dei “casalesi” è la sistematica infiltrazione nel tessuto economico della provincia di Caserta, attuata sia direttamente, mediante la costituzione da parte di appartenenti al clan di attività imprenditoriali finalizzate all'acquisizione di appalti pubblici, sia mediante il controllo di attività economiche facenti capo ad imprenditori compiacenti.
Utilizzando l’arma della corruzione e dell’intimidazione e successivamente attraverso l’inserimento di propri uomini negli enti locali, si innestava un perverso accordo trilaterale tra politici, imprenditori e camorra; di conseguenza il meccanismo della libera concorrenza veniva del tutto stravolto attraverso gli illeciti patti sulla assegnazione degli appalti ed i costi della corruzione venivano interamente scaricati sulla spesa pubblica.
Come riferito anche da collaboratori di giustizia, i fratelli destinatari della misura di prevenzione patrimoniale hanno svolto ruoli non di semplici prestanome, ma di elementi affidabili per compiti di stabile collaborazione nelle attività di gestione e di rappresentanza anche con esponenti del mondo imprenditoriale e della pubblica amministrazione.
Guido e Raffaele ZAGARIA costituivano l' elemento contiguo delle attività mafiose del congiunto Vincenzo. Essi sono da definirsi la "facciata pulita", necessaria a quest’ultimo, supporto logistico indispensabile per il riciclaggio dei proventi derivanti dalle molteplici attività delinquenziali del medesimo, mediante l'intestazione a loro nome di beni patrimoniali, di società e ditte imprenditoriali, attraverso le quali, usufruendo del peso camorristico del congiunto, sono riusciti ad accaparrarsi appalti pubblici e pubbliche commesse.
Guido ZAGARIA venne anche colpito da ordinanza di custodia cautelare, coinvolto nell’operazione Spartacus 2 e condannato nel 2004 per associazione camorristica. Tuttora è imputato in diversi procedimenti penali per reati di estorsione, truffa e riciclaggio e per associazione camorristica.
Anche il fratello Raffaele è stato implicato in Spartacus 2 e tratto in arresto nell’ambito delle operazioni Spartacus 1 e Regi lagni ed è inquisito per associazione camorristica e tentato omicidio volontario. Inoltre egli è imputato in diversi procedimenti penali per reati associativi e truffa.
I due fratelli si occupavano della gestione di tre lidi balneari sul litorale domizio; inoltre essi conducevano, su un terreno di loro proprietà, una fiorente attività di allevamento bufalino, per la produzione di latte da destinare alla caseificazione, nel quale sono state sequestrate diverse centinaia di bovini.
Tra i beni – facenti parte del consistente patrimonio riconducibile ai fratelli ZAGARIA, individuato nel corso di mirate investigazioni tecnico-patrimoniali svolte dal Centro Operativo D.I.A. di Napoli – che sono stati sottoposti a sequestro figurano:
 l’intero capitale sociale della società “FRINE di Zagaria Raffaele & C. Snc", con sede in Casapesenna (CE), via Raffaello nr. 46;
 la s.r.l. “Lido Nettuno”, società questa iscritta alla Camera di Commercio di Caserta al nr. 148092 ed con sede in Casapesenna alla via Raffaello nr. 46;
 lo stabilimento balneare Lido Airone ubicato sulla SS. Domitiana, località Ischitella, in Castelvolturno (CE);
 lo stabilimento balneare “spiaggia del passerotto” ubicato sulla SS. Domitiana, località Ischitella in Castelvolturno (CE);
 un fondo ubicato in Giugliano in Campania, località “ Arenata di Patria “ dell’estensione catastale di metri quadrati 12.420, censito nell’N.C.T. del comune di Giugliano alla partita 5854 al foglio 36, particella 17, con azienda bufalina ivi insistente;
 la ditta individuale intestata a Raffaele ZAGARIA con sede in Casapesenna alla via San Antonio “quinta traversa” iscritta al nr 171539 del 30.10.1997 presso la camera di commercio di Caserta avente ad oggetto “allevamento di bovini”.

Il valore approssimativo dei beni sequestrati ammonta a circa 3,5 milioni di euro.

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di Redazione
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Zagaria Guido
Zagaria Raffaele
Sequestrati beni per 3 milioni ai Casalesi
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