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DIA, sequestro di beni ai casalesi per oltre 13 mln di euro


DIA, sequestro di beni ai casalesi per oltre 13 mln di euro
21/06/2011, 10:06

Il personale della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha eseguito un decreto di sequestro di beni emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - Sez. Mis. di Prev. - a seguito di articolate proposte avanzate dal Sig. Direttore della D.I.A., Generale di Corpo d’Armata dei CC Antonio GIRONE, a carico dei fratelli ROMA Elio, Generoso e Raffaele di Trentola Ducenta (CE), nonché del figlio di Elio, Francesco.
I citati fratelli ROMA sono imprenditori attivi nel settore dei rifiuti ritenuti contigui al clan dei casalesi, in rapporti di affari con i noti CERCI Gaetano - nipote del capo clan BIDOGNETTI Francesco soprannominato cicciotto e mezzanotte e già condannato con sentenza irrevocabile per il reato associativo di tipo mafioso - e CHIANESE Cipriano, imprenditore attivo nel settore dei rifiuti di recente destinatario di analogo provvedimento di sequestro emesso sempre dalla magistratura sammaritana.
I ROMA avevano il ruolo di intermediari, trasportatori, depositari e smaltitori dei rifiuti illecitamente conferiti nel territorio campano, nell’interesse patrimoniale del clan dei casalesi. Tali rifiuti venivano poi smaltiti illegalmente nel territorio succitato, anche con l'utilizzo di falsi documenti di identificazione e con l'esecuzione di truffe ai danni di pubbliche amministrazioni.
Già in passato i predetti sono stati al centro di indagini relative alla società SISER di Villa Literno, di Generoso e Francesco ROMA (padre e figlio), dalle quali è emerso che gli stessi recepivano fittiziamente concimi e compost per l’agricoltura ma in pratica, grazie anche ad alterazioni e alla formazione di falsi certificati di analisi di rifiuti, realizzavano lo smaltimento illecito di una impressionante quantità di rifiuti pericolosi, caratterizzati dalla presenza di elementi fortemente inquinanti, che sono stati nel tempo assorbiti dall’ambiente cagionando la tossicità delle produzioni agricole esistenti nella ampia zona d’interesse, con conseguente pericolo per la salute degli ignari consumatori.

I beni sottoposti a sequestro di prevenzione - alcuni dei quali già colpiti da sequestro penale emesso dall’A.G. di Napoli - sono 10 società, una quota societaria, una ditta, 22 terreni, 13 fabbricati, 31 autovetture e 10 motocicli, aventi sede od ubicati nella provincia di Caserta, nonché Sulmona (AQ), Pisa e Napoli, nella disponibilità diretta e indiretta dei predetti, per un valore complessivo di oltre 13 milioni di euro.

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di Redazione
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