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Dichiarazioni di Alex Caporale, Direttivo Nazionale Associazione “Animalisti Italiani Onlus”


Dichiarazioni di Alex Caporale, Direttivo Nazionale Associazione “Animalisti Italiani Onlus”
26/10/2012, 12:01

 

“Dal 1993 il Ministero della Sanità italiana ha lanciato l’allarme sui traffici di cani e gatti verso la Germania, l’Olanda , la Svizzera, l’Austria, l’Europa dell’Est, il Belgio ed altri Paesi.

Si stima che annualmente circa 200.000 cani e gatti nel nostro Paese siano vittime del traffico illecito: “rubati” per la strada o comprati nei canili e affidati a prestanome o padrini di volo i cui documenti spesso risultano inesistenti o intestati a nominativi falsi. Il loro ruolo è di accompagnare l’animale ai veri proprietari che talvolta sono realmente famiglie adottanti ma purtroppo molto spesso i compratori degli animali sono Associazioni poco serie che a loro volta li vendono ai laboratori di vivisezione o li utilizzano per le lotte clandestine o, ancor peggio, in alcuni Paesi, diventano carne da macello. La realtà, purtroppo, è che una volta varcato il confine, di questi animali si perde ogni traccia.

Le Associazioni <Animalisti Italiani Onlus> ed il Movimento U.N.A. (Uomo,  Natura, Animali) hanno lanciato una petizione per chiedere al Parlamento italiano (in particolare): 1) di vietare le adozioni internazionali in particolar modo laddove non esistono condizioni di reciprocità, intenti condivisi e garanzie sulla rintracciabilità degli animali; 2) regolamentare e controllare gli spostamenti di animali da una regione italiana all’altra, introducendo l’obbligo di tracciabilità e verifica; 3) valutare la opportunità di introdurre il sistema del microchip anche per i gatti, in particolare per le cd. <colonie feline>. E’ possibile scaricare la petizione dal sito www.animalisti.it alla voce <petizioni>. In tal senso, è stata depositata in data 12 Settembre 2012 una proposta di legge presso la Camera dei Deputati, che recepisce i punti sopra riportati”.

Dichiarazioni di Patrizia Ferrandino, Movimento U.N.A. sez. di Ischia:

 

“Associazioni sia italiane che straniere si avvalgono di appoggi locali e, periodicamente (ogni settimana oppure ogni fine mese) inviano persone e mezzi per prelevare un certo numero di cani e gatti da canili sia pubblici che privati. Quindi, le bestiole arrivano in canili esteri da dove vengono ceduti a terzi al prezzo di 300/400 euro: somme che vengono fatte passare per <donazioni>. Tutto ciò, in genere, avverrebbe nel totale disinteresse delle Istituzioni (Comuni e ASL) che così si spogliano degli obblighi loro imposti dalla Legge quadro nazionale sul randagismo (L.281/91), dalle rispettive Circolari interpretative (nr.33 del Ministro Garavaglia) ed attuative (nr.5 del Ministro Veronesi) e dalle Leggi Regionali che ne derivano.

Il 02 Marzo 2006 la Polizia di Stato di Ischia fermava sul porto un furgone carico di cani e gatti (circa una trentina) in terribili condizioni di viaggio, diretti in Germania, che provenivano dal canile <Fondazione Anna Marie Ernst> di Forio d’Ischia, detto anche <Canile di Panza>. A seguito di indagini lunghe e minuziose, sono stati rinviati a giudizio i gestori del canile, i loro collaboratori tedeschi ed alcuni medici della ASL di Ischia con i seguenti capi di imputazione: associazione a delinquere, falso ideologico, falso materiale, maltrattamento di animali. Il tutto, finalizzato all’esportazione e commercializzazione degli stessi. Il fenomeno del traffico illecito di animali, sarebbe confermato. Lunedì 29 Ottobre 2012, 2a udienza del processo”.

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di Redazione
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