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Dietro il terremoto di Reggio Emilia c'è la mano dell'uomo?


Dietro il terremoto di Reggio Emilia c'è la mano dell'uomo?
30/05/2012, 17:05

Con insolita velocità, anche questa volta si sono cercate cause umane dietro un avvenimento del tutto naturale, quale è stato il terremoto che ha colpito pesantemente la provincia di Reggio Emilia.
Naturalmente non manca nulla all'armamentario: dalla profezia dei Maya sulla fine del mondo nel 2012, al fatto che sia stato usato l'HAARP (una stazione statunitense in Alaska incaricata dello studio delle interferenze elettromagnetiche nell'atmosfera) per creare un terremoto, mediante un fascio di microonde ad altissima potenza. E in quest'ultimo caso, la cosa è stata sostenuta con la solita foro che mostra un arcobaleno in cielo, asseritamente fotografato poco prima la scossa sismica. Questo, secondo quelli che sostengono che l'HAARP sia un'arma, è la dimostrazione che era in funzione, dato che l'arcobaleno sarebbe semplicemente una versione "compatta" dell'aurora boreale che normalmente si vede ai poli, causata proprio da questo fascio di microonde ad altissima energia.
Ma questa volta se ne è aggiunta un'altra di possibilità: il terremoto causato dalle azioni di "fracking", effettuate nella zona. Il fracking è un sistema che viene utilizzato di solito per estrarre petrolio o gas dal sottosuolo. Si tratta di scavare un pozzo fino alla zona interessata e poi mandare un liquido o un gas sotto pressione (potrebe essere acqua, aria, ma anche tante altre cose, dato che ogni società ha la propria "ricetta" segreta). Questo fluido esercita una notevole pressione sulle rocce circostanti, pressione che aumenta sempre di più in quanto non c'è una via di sfogo all'aria aperta (l'unica è quella da cui scende il tubo che contiene il macchinario per spingere il liquido o il gas, ed è pienamente bloccato dal tubo stesso). La pressione ad un certo punto diventa eccessiva e rompe le rocce. Quello diventa un punto debole della roccia, in cui il fluido sotto pressione si introduce e continua a fratturarla. E si continua così fino a creare dei tunnel, sprecando meno energia di quella che servirebbe a fare lo stesso lavoro con una trivella.
Ma secondo alcuni, nella zona epicentro del terremoto in Emilia, si sono praticate molte operazioni di fracking, che possono aver indebolito la struttura del sottosuolo, causando il terremoto. Una posizione in astratto non impossibile da sostenere; e sarebbe avvalorata - sempre secondo i sostenitori di questa tesi - da alcuni fenomeni avvenuti prima e dopo il sisma, come per esempio degli affioramenti di acqua dal sottosuolo, delle specie di fontanelle di fango che sono apparse in zona all'improvviso.
L'unico dettaglio che non torna è l'ipocentro, cioè il punto del sottosuolo da cui è scaturito il movimento tellurico. Infatti, il fracking è fatto a profondità intorno ai 2 chilometri, che raramente arriva ai cinque chilometri. Anche se è vero che qualche scossa è venuta da profondità vicine ai cinque chilometri, il grosso è avvenuto molto più in profondità. Certo, c'è sempre la possibilità che in qualche caso il fracking si sia diretto anche verso il basso, ma non può essere sceso a 10 Km. o oltre.
In realtà la zona della pianura padana è di per sè una zona sismica. Ma è una zona sismica molto particolare (anche se non unica nel suo genere). I terremoti che vi possono avvenire non sono frequenti, tra l'uno e l'altro possono passare tranquillamente dei secoli; ma quando avviene, poi ne arrivano a catena. L'ultimo caso che riportano le cronache risale al 1570, cioè a quasi mezzo millennio fa. Ma si trattò di un terremoto che, tra una scossa e l'altra, andò avanti per quattro anni. Naturalmente all'epoca non esistevano i sismografi e le case erano tutte basse, quindi i terremoti, per esere avvertiti in maniera sensibile dovevano essere di almeno il terzo grado della scala Richter; eppure si sentirono scosse per quattro anni. E una nuova sequenza di scosse, della durata solo di qualche mese, avvenne poi nel 1609. Quindi si tratta di una cosa assolutamente normale.
La spiegazione sta nel movimento tettonico. Detto in maniera terra terra, c'è lo "stivale" che sta salendo e si infila sotto le Alpi. Ma a ritmo microscopico (qualche millimetro al decennio), quindi non ci sono grosse scosse. Tuttavia, la tensione sotto il suolo è molto alta. Per cui, se c'è un terremoto, le onde sismiche rendono "instabile" le zone circostanti e provocano terremoti a catena. Come sta succedendo adesso.
Inutile parlare poi di eventuali previsioni. Con i terremoti, nonostante quello che dice qualcuno, allo stato non si può prevedere nulla. Nè si può stabilire se dopo due terremoti del quinto grado della scala Richter, ce ne saranno altri. Quello che si può dire è che non ci saranno terremoti che arriveranno al sesto grado della scala Richter. Secondo i sismologi, non ci sono le condizioni perchè si accumuli tanta potenza.

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di Antonio Rispoli
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