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Sentenza della Cassazione che conferma la condanna

DIffamò Caselli, condannato Belpietro a 4 mesi


DIffamò Caselli, condannato Belpietro a 4 mesi
09/04/2010, 10:04

ROMA - La Cassazione ha confermato la condanna a Maurizio Belpietro per diffamazione aggravata a mezzo stampa, per avere diffamato i giudici Giancarlo Caselli e Guido Lo Forte. I fatti risalgono al 2004, quando Belpietro era direttore de Il Giornale. Il deputato Lino Iannuzzi scrisse su quel quotidiano un articolo intitolato "Mafia, 13 anni di scontri tra Pm e Carabinieri", che è stato giudicato lesivo dell'onorabilità dei due magistrati. Per questo Belpietro è stato condannato in primo e secondo grado ad una pena di 4 mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena e 5000 euro di rimborso spese legali ai querelanti; più 50 mila euro come risarcimento dei danni morali. Nessuna condanna per Iannuzzi, protetto dall'articolo 68 della Costituzione.
La difesa dei legali di Belpietro si basava proprio su questo, sul fatto che a pubblicare l'articolo era stato un parlamentare, ma gli "ermellini" hanno sentenziato che il direttore, sapendo che Iannuzzi era già sotto processo per diffamazione per un articolo similare fatto prima che diventasse deputato, doveva esrecitare un più rigido controllo, per evitare quello che poi è accaduto.
Una condanna per diffamazione ci può sempre stare, nel bagaglio di un giornalista; ma di solito la condanna e una multa; il fatto che in questo caso ci sia stata una sentenza a pena detentiva, anche se bloccata dalla concessione della sospensione condizionale della pena rischia di essere pericolo per l'attuale direttore di Libero, a causa delle continue campagne di stampa fatte contro tizio o caio, che lo rendono un soggetto particolarmente vulnerabile alle denunce penali.

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di Antonio Rispoli
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