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Diffuse foto detenuto morto al Pertini, Marinelli commenta


Diffuse foto detenuto morto al Pertini, Marinelli commenta
31/10/2009, 11:10


ROMA - Il caso di Stefano Cucchi, morto nel reparto detenuti dell'ospedale Pertini il 22 ottobre scorso, fa ancora discutere. Il ragazzo di 31 anni, fermato presso il Parco degli Acquedotti poiché in possesso di alcuni di grammi di droga, avrebbe infatti subito pesanti lesioni al viso e alla schiena immediatamente dopo l'arresto. L'Arma, chiamata in causa, respinge ogni accusa, mentre il medico dell'ospedale parla di una caduta dalle scale. La famiglia, alla ricerca della verità, ha divulgato ieri le foto del figlio deceduto dove sono evidenti i segni del pestaggio.
Vittorio Marinelli, responsabile del Lazio per l'Italia dei Diritti, ha commentato sconcertato: "I carabinieri sbagliano a non litigare tra loro per addossarsi la responsabilità dell'accaduto. I fatti del G8, infatti, confermano come i picchiatori della caserma di Bolzaneto siano stati tutti promossi e anzi, dopo la carneficina abbiano avuto semmai un incremento negli scatti di carriera. L'Italia sembra essere disseminata di scale - continua ironicamente Marinelli - in ogni qual dove; basti pensare alle migliaia di bambini che cadono ogni giorno da queste strutture architettoniche. Anche Regina Coeli, quindi, potrebbe competere come altezza se non al nuovo grattacielo di Dubai che sarà alto mille metri, perlomeno con l'Empire State Building di New York".
Stefano Cucchi è solo l'ultimo della lunga serie di presunti o accertati pestaggi da parte delle forze dell'ordine: Aldrovandi, picchiato da quattro poliziotti che sono ancora liberi; Sandri, ucciso da un colpo esploso dalla pistola di un agente della Stradale.
"A parte questo vi è da rivedere tutta la cultura poliziesca - conclude l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, in quanto i comportamenti degli agenti di polizia spesso sono più simili a quelli di ultras da stadio rispetto a quelli che dovrebbero essere propri di un tutore dell'ordine. Basti solo pensare a come il Comune di Roma, non molto tempo fa, abbia dovuto pagare un corso per insegnare agli agenti della Municipale le buone maniere. Forse, se al posto di spendere tanti soldi per le pistole, il Comune avesse investito in scale similari, avrebbe risparmiato ottenendo gli stessi risultati".

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di Redazione
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