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L’avvocato: “Si era pentito e vide parenti delle vittime”

Diffuso videotestamento di Priebke: “ Eccidio terribile ma inevitabile”


Diffuso videotestamento di Priebke: “ Eccidio terribile ma inevitabile”
17/10/2013, 19:32

"Non è vero che Erich Priebke non si è pentito". Sono le dichiarazioni dell’avvocato Paolo Giachini, legale dell'ex ufficiale delle SS deceduto a Roma all'età di 100 anni. "Priebke - ha aggiunto il legale - ha incontrato, in forma privata, i familiari di alcuni caduti delle Fosse Ardeatine". Parole, queste del legale dell’ex ufficiale delle SS che sono in disaccordo con quanto dichiarato dallo stesso Pribke nella sua intervista-testamento, in cui il gerarca nazista affermava di non esser pentito di quanto commesso in passato.
È stato, infatti, reso pubblico il videotestamento registrato dall'ex gerarca nazista poco prima di morire. Dal filmato, Erich Priebke pare giustificare le atrocità commesse. Nella prima parte del video parla dell'attentato di via Rasella del 23 marzo 1944, quando a Roma i partigiani attaccarono un reparto delle truppe tedesche, provocando la morte di 33 soldati nazisti. L'eccidio fu, dichiara Priebke, la rappresaglia dovuta a quell'azione partigiana.
"Il Gap, i comunisti italiani, fecero l'attentato contro una compagnia della polizia tedesca, erano uomini dell'Alto Adige, dunque italiani. Sapevano che dopo l'attentato viene la rappresaglia". Sono queste le parole pronunciate dall’ex ufficiale nel video testamento.  
"Kesserling aveva messo l'avviso che la rappresaglia seguiva gli attentati, precisa ancora l'ex ufficiale. Loro fecero ciò a proposito perché pensavano che la rappresaglia poteva provocare una rivoluzione della popolazione".
"L'esecuzione fu terribile ma impossibile dire no", dichiara ancora Priebke. E ancora: "Schutz, l'organizzatore della rappresaglia, disse: 'E' un ordine di Hitler, chi non lo vuole fare è meglio si metta dalla parte delle vittime e verrà fucilato'".
Nel video diffuso solo in queste ore, Priebke, in aula durante il processo del 1996, sembra quasi pentito: "Come credente non ho mai dimenticato questo tragico fatto. Per me l'ordine di partecipare all'azione fu una grande tragedia intima. Penso ai morti con venerazione e mi sento unito ai vivi nel loro dolore".
E se il suo legale parla di un incontro con i familiari delle vittime ecco arrivare la smentita. Giulia Spizzichino, un'ebrea di 86 anni, la cui famiglia fu sterminata tra Auschwitz e le Fosse Ardeatine ha infatti dichiarato di non aver mai incontrato Priebke: "Giammai nella vita, dice . Non è mai successo. E' una balla grossa quanto una casa! Priebke mi ha rovinato la vita. Semmai potrei perdonarlo io per quello che ha fatto a me. Ma non sono autorizzata a farlo anche per loro".

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di Erika Noschese
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