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Digestore a Lo Uttaro. Comitati e associazioni: finalmente l'atto formale che invocavamo da tempo


Digestore a Lo Uttaro. Comitati e associazioni: finalmente l'atto formale che invocavamo da tempo
11/07/2012, 15:07

Apprendiamo con soddisfazione della decisione della giunta comunale di Caserta di revocare la delibera del 22 marzo scorso che localizzava un impianto di digestione anaerobica dei rifiuti nell’Area Vasta da bonificare di Lo Uttaro. Finalmente, a poco più di un mese dalla notifica al Comune del ricorso al Tar promosso da comitati e associazioni, l'atto formale che invocavamo da tempo é stato posto in essere. E’ un segnale importante di inversione di tendenza che, insieme alla revoca, avvenuta nelle scorse settimane, della delibera provinciale del novembre 2010 che prevedeva un impianto dello stesso tipo nel territorio del comune di Caserta, dimostra come la lunga e dura battaglia di comitati e associazioni per la riqualificazione ambientale di un territorio da anni devastato, sta portando i suoi frutti. Dimostra che, all’esito di un confronto serrato con tutti i soggetti interessati alla vicenda, le ragioni di cui ci siamo fatti portatori erano e restano valide e gli interessi diffusi possono prevalere su quelli particolari. D’altro canto, come più volte avevamo sottolineato nelle scorse settimane, sarebbe stato paradossale se il Comune avesse insistito nel voler realizzare un impianto di produzione di biogas nella medesima area nella quale ha vietato, già nel dicembre del 2011, proprio in ragione della necessità di procedere alla bonifica, l’entrata in funzione dell’impianto di biogas della Ecologica Meridionale. E’ ancora aperta, invece, la vicenda dell’impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi della New Ecology, per la quale il TAR del Lazio ha rigettato i ricorsi dei Comuni di San Nicola la strada e San Marco Evangelista, non valutando che il sito autorizzato dalla Regione ricade anch’esso in area vasta da bonificare. Ci aspettiamo che il Tar possa rivedere la sua posizione nei ricorsi ancora da decidere (quello promosso da comitati e associazioni e quello dei Comuni di Caserta e Maddaloni). Ma è evidente che anche su questa vertenza il Comune di Caserta può avere un ruolo decisivo, negando all'impresa la classificazione di industria insalubre. Restano, però, le due questioni più importanti: la caratterizzazione e bonifica dell’area e una gestione virtuosa dei rifiuti, per evitare che in futuro si verifichino ancora situazioni come quelle di Lo Uttaro. Sulla prima, dopo anni di ripetuti annunci e di pochi fatti concreti (basti pensare che, dalla sua chiusura, nel novembre 2007, la discarica di Cava Mastropietro è ancora da mettere in sicurezza) non è più possibile tollerare ritardi. Le amministrazioni coinvolte, e il Comune in primis, debbono agire presto e bene (e noi vigileremo su questo) per restituire ai cittadini casertani una migliore qualità della vita e un pezzo del loro territorio che gli è stato troppo a lungo sottratto. Sulla seconda questione è necessario rivedere immediatamente il fallimentare piano regionale, per colpa del quale non riusciremo ad evitare la sanzione milionaria dell’Unione Europea, e lo speculare piano provinciale in via di approvazione, partendo dalla riattivazione immediata, previa verifica delle condizioni ambientali, degli impianti di compostaggio già esistenti in provincia, e dalla riconversione dell’impianto STIR di Santa Maria Capua Vetere in un impianto per il recupero di materia dai rifiuti residui, in grado di ridurre drasticamente il conferimento in discarica. A tutto ciò va affiancata una raccolta differenziata di qualità che rispetti gli obblighi di legge (almeno il 65% entro dicembre 2012). Su questo punto, e non sulla realizzazione e localizzazione di impianti per il trattamento dei rifiuti (compito che spetta alla provincia), ci aspettiamo un impegno serio dell’Amministrazione comunale anche in vista del nuovo appalto per il servizio di raccolta che, se attuato correttamente, potrebbe portare anche ad un risparmio sui costi e quindi sulla tariffa rifiuti per i cittadini.

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di Redazione
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