Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Incontro nella Prefettura di Napoli

"Dire camorra oggi": forme e metamorfosi della criminalità


.

'Dire camorra oggi': forme e metamorfosi della criminalità
11/12/2009, 15:12

NAPOLI - Quello delle connessioni tra certa borghesia e la camorra, da tempo esistenti a Napoli, è un tema che merita di essere approfondito. Un'occasione proprizia è stata la presentazione del libro "Dire camorra oggi" a cura Giacomo Di Gennaro e Domenico Pizzuti, dedicato ai rapporti economici e finanziari della malavita organizzata, ai suoi cambiamenti nel tempo. Per il prefetto Pansa sono due i motivi che vedono imputata questa parte della borghesia, attratta dal ritorno economico che deriva dall'investire in affari "sporchi": "Vi è una parte - ha spiegato Pansa -probabilmente marginale, che è camorrista, ma ce n'è un'altra che deve trovare il coraggio per distruggere ed emarginare una minoranza che inquina il nostro sistema". Oggi, ha continuato, sarebbe meglio parlare di "società per delinquere piuttosto che di associazione per delinquere".
Nella lotta alla camorra "è stato privilegiato il contrasto all'ala militare delle organizzazioni", ma è mancato l'approfondimento dell'area grigia. Ad affermarlo è Santi Giuffré, questore di Napoli, per il quale "bisogna delineare l'area grigia, individuare quella borghesia che non disdegna il rapporto con la camorra". Secondo il questore, se la Sicilia, sua regione d'origine dove ha lungamente lavorato, è "all'avanguardia" da questo punto di vista non è un caso. "La Sicilia - ha sottolineato - ha conosciuto le stragi del '92 che hanno imposto un'accelerazione e l'impiego delle migliori energie per contrastare il problema delle connessioni".
"Dal punto di vista giudiziario, le indagini le stiamo facendo - ha dichiarato Giovandomenico Lepore, procuratore di Napoli - ma non è facile scoprire i rapporti. La mia idea è che molta gente che ha disponibilità di denaro, investe somme che vengono restituite chiaramente con forti interessi". "Si sbaglia a considerare la camorra come un fenomeno plebeistico perché non lo è - ha precisato Tano Grasso, presidente onorario della Federazione italiana antiracket - La scelta che certa borghesia fa di diventare camorrista non è per la mancanza del pane, ma per un esponenziale e straordinario ritorno economico."

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©