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"Non è mai sceso dal vagone"

Disabile maltrattato sul treno: la versione delle Fs


Disabile maltrattato sul treno: la versione delle Fs
30/12/2009, 21:12

ROMA - Sembrava il copione di un film la lettera inviata dallo scrittore ed editore ebreo Shulim Vogelmann a "La Repubblica". Nel testo si leggeva la storia strappalacrime di un giovane senza braccia e senza biglietto che, "scoperto" da un controllore, sarebbe prima stato maltrattato da quest'ultimo e, subito dopo, dal capotreno. Il tutto, racconta lo scrittore anonimo, con la connivenza della polizia ferroviaria e degli altri passeggeri che si trovavano nel vagone.
Secondo la ricostruzione che si legge nell'inchiesta ufficiale delle ferrevorie dello stato e nella nota della polizia di stato, però, le cose sembrerebbero andate piuttosto differentemente. Non solo: uno dei passeggeri del treno avrebbe commentato la notizia sul sito di Repubblica negando con forza la tesi secondo la quale, tutti gli altri presenti nel vagone, sono rimasti totalmente indifferenti dinanzi il maltrattamento. Prima ancora di pubblicare la versione ufficiale, Fs aveva provveduto ad inviare un breve comunicato al gruppo editoriale responsabile della diffusione della notizia precisando che "
Quanto descritto nell'articolo pubblicato da la Repubblica merita tutta l'attenzione del Gruppo Ferrovie dello Stato, che porge comunque le sue scuse al passeggero".
Dopo le prime indagini, la società ferroviaria, ha poi precisato:"Il viaggiatore non è mai stato fatto scendere dal treno, il biglietto gli è stato acquistato a Foggia dal personale di bordo. Il Gruppo Fs è da sempre attento e sensibile ai diritti dei diversamente abili".
Insomma: tutto il racconto sarebbe frutto di un'enfatizzazione drammaturgica degna del miglior scirttore? Secondo il comunicato ufficiale di Fs parrebbe proprio di si. Nella nota diffusa si riscostruisce infatti l'accaduto, dal momento in cui la capotreno ha riscontrato nel passeggero (che era privo di un solo braccio e non di entrambi e che, a quanto riferito, sapeva esprimersi correttamente) la mancanza del biglietto. Da li l'informazione delle regole di ammissione sul convoglio e la procedura che si legge testuale nel comunicato:"Considerata la particolare condizione del passeggero risulterebbe che la Capotreno si sia ulteriormente attivata per consentire al cliente di proseguire il viaggio sullo stesso treno e senza alcuna sanzione. Per questo è scesa durante la sosta a Foggia provvedendo a recarsi in biglietteria e acquistando il biglietto per conto del passeggero".
Tale versione sarebbe confermata anche dalla nota diffusa dalla polizia di Stato; particolarmente solidale e comprensiva con i due controllori che hanno agito sull'eurostar Bari-Roma del 27 dicembre scorso. In incipit di testo si legge infatti che"il personale (...) agendo con tatto e umanità (...) ha convenuto di adoperarsi in prima persona per regolarizzare il viaggiatore stesso per il medesimo treno" e che, inoltre, "il disabile ha proseguito il suo viaggio a bordo dello stesso treno, in quanto la soluzione trovata dal personale di Trenitalia ha garantito, con indubbio buon senso, sia il diritto di assistenza e quello di mobilità del disabile, che la doverosa applicazione dei regolamenti ferroviari". Fs precisa infine che continuerà comunque l'indagine interna, con la premura di mettere in luce ogni aspetto della vicenda

ERA UN ROMENO
Leggendo la testimonianza di un altro dei passeggeri che si trovavano all'interno del  vagone al momento del presunto maltrattamento, si apprendono alcuni dettagli non trascurabili. L'uomo risultava infatti privo di un solo braccio e non di entrambi ed era di origine romena. Riguardo al comportamente del controllore e del capotreno la versione è leggermente differente da quella "originale" e precisa difatti che "La ragazza e i due agenti della Polfer saliti alla stazione di Foggia si sono rivolti al giovane romeno con toni francamente evitabili, ma parlare dell'indifferenza dell'intero vagone è assolutamente scorretto. Su richiesta della ragazza - conclue il testimone - è infatti intervenuto un altro controllore e il suo comportamento è stato ineccepibile. Ha evitato che il ragazzo disabile pagasse la tratta precedente (a suo rischio) e si è impegnato personalmente a comprargli il biglietto con la modalità self service senza ulteriori sovratasse"

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di Germano Milite
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