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Disabili: CasaPound Italia su maxitruffa motulesi


Disabili: CasaPound Italia su maxitruffa motulesi
19/10/2011, 17:10

Roma, 19 ottobre - ‘’ La realtà sconvolgente che sta venendo fuori dall’inchiesta sull’Associazione laziale motulesi è l’ennesima dimostrazione della gestione cinica e scriteriata della sanità nel Lazio e mette in luce l’assoluta necessità di un intervento di riforma del sistema di accreditamento delle strutture per i disabili, sulla cui pelle troppo spesso una politica irresponsabilmente indulgente consente a organismi senza scrupoli di speculare’’. Lo afferma Andrea Antonini, vicepresidente di CasaPound Italia, dopo che la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per 24 tra medici e terapisti della onlus Alm, accusati di aver truffato per oltre un milione di euro il Servizio sanitario nazionale e la Regione Lazio certificando visite a pazienti autistici in realtà mai effettuate.

‘’CasaPound Italia – aggiunge - è da sempre in prima linea sul fronte della tutela dei disabili. Siamo scesi in campo accanto ai genitori dell’Agud per testimoniare, telecamera alla mano, lo stato di abbandono fisico e psicologico in cui sono tenuti i ragazzi autistici ospiti dei centri gestiti dal consorzio Ri.Rei., consorzio che pure dovrebbe offrire, da contratto e grazie ai finanziamenti della Regione, ben altre terapie. Li abbiamo seguiti nel processo, in corso a Civitavecchia, nato sulla base delle oltre sessanta denunce presentate da quelle famiglie. Nello stesso modo siamo accanto alle famiglie che sono state vittime della onlus Motulesi e che hanno trovato la forza di denunciare che quelle visite così lautamente retribuite non erano mai avvenute e a quei lavoratori che sono stati licenziati per essersi coraggiosamente rifiutati di firmare per prestazioni non effettuate, per i quali auspichiamo una rapida conclusione delle cause di lavoro e un veloce reintegro’’.

‘’Infine – conclude Antonini – vogliamo sottolineare che sono due casi emblematici, Ri.Rei e Alm, ma evidentemente non unici, che mostrano l’esistenza di un meccanismo patologico a cui si potrebbe facilmente mettere un freno introducendo l’accreditamento personale per i disabili, ossia destinando le risorse direttamente all’utente invece che all’erogatore del servizio. E su questo invitiamo la Polverini e la giunta del Lazio a riflettere’’.

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di Redazione
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