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Maxi blitz: 63 arresti in Calabria, Lazio, Veneto, Lombardia

Disarticolate sette cosche attive della ‘Ndrangheta

Gruppi criminali: tra il ’99 e ’04 si fecero una vera guerra

Disarticolate sette cosche attive della ‘Ndrangheta
30/03/2012, 09:03

COSENZA – Sette cosche attive della ‘Ndrangheta sono state disarticolate grazie ad una maxi operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Cosenza: queste operavano principalmente nel cosentino, ma avevano anche diramazioni in diverse altre regioni. Complessivamente sono 250 le persone indagate , mentre 63 le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse (gli arresti sono stati eseguiti tanto in Calabria, come anche in Lazio, Veneto e Lombardia) e in più sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per un valore pari a 15 milioni di euro.
L’operazione dei carabinieri di Cosenza, coordinati dalla Dda di Catanzaro e rinominata “Tela di ragno”, ha permesso così di fare luce su numerosi omicidi e attentati in stile mafioso che, tra gli anni 1999 e 2004, hanno visto contrapposte diverse cosche del cosentino, che si sono fatte una vera e propria guerra, durata cinque anni, per il controllo di attività illecite sul territorio. Gli investigatori sono convinti di avere fatto inoltre luce anche su altri delitti, uno del 1979, uno del 1993 e uno del 2008.
In particolare sono state colpite le cosche Lanzino-Locicero di Cosenza (subentrata a quella dei Perna-Ruà), Muto di Cetraro, Scofano-Mastallo-Ditto-La Rosa e Serpa di Paola, Calvano e Carbone di San Lucido, e Gentile-Besalvo di Amantea. Per gli inquirenti si tratta di gruppi criminali, che sono riusciti ad infiltrarsi anche in numerosi appalti pubblici, soprattutto nella zona tirrenica. Gli arrestati sono tutti accusati di associazione mafiosa, omicidi, tentati omicidi, usura ed estorsione

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di Antonio Formisano
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