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I Carabinieri del NOE sequestrano tutta l’area ex Italsider

Disastro ambientale: sotto inchiesta Bagnoli Futura

Una bonifica virtuale costata 107 mln di euro

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Disastro ambientale: sotto inchiesta Bagnoli Futura
11/04/2013, 11:55

NAPOLI – Sono indagati per disastro ambientale i vertici di Bagnoli Futura spa, la società che gestisce tutto il perimetro dell’ex Stabilimento Italsider e che ne doveva curare la bonifica ed il riutilizzo. Ma vista la stasi che da anni contraddistingue un luogo simbolo dell’ex industria siderurgica campana, i Carabinieri del NOE hanno proceduto al sequestro dell’intera area nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura di Napoli che ipotizza una situazione di disastro ambientale. Indagati 21 ex dirigenti della società 'Bagnoli Futura' e di altre realtà come Ethernit e il CCTA, il laboratorio interno della Società partecipata del comune di Napoli. L'inchiesta è condotta dal pm Stefania Buda con il coordinamento dei Procuratori aggiunti Francesco Greco e Nunzio Fraiasso. I magistrati hanno chiesto e ottenuto dal gip l'emissione di un'ordinanza che dispone il sequestro preventivo di un'ampia area, compresa la cosiddetta 'colmata' di Bagnoli. Gli esami tecnici disposti dagli inquirenti hanno accertato un notevole inquinamento dell'area, e addirittura gli interventi di bonifica, secondo quanto verificato dalla Procura partenopea, avrebbero aggravato la situazione ambientale dell’intera area.  I PM hanno anche verificato come tutte le vicende legate alla bonifica delle aree inquinate di Bagnoli da parte degli enti preposti: Arpac, Comune provincia di Napoli, siano avvenute "in un contesto generalizzato di conflitto d'interesse". La bonifica di Bagnoli, costata 107 milioni di euro, non solo è stata solo "virtualmente effettuata" ma ha di fatto "comportato una miscelazione dei pericolosi inquinanti su tutta l'area oggetto della bonifica con aggravamento dell'inquinamento dei suoli rispetto allo stato pre bonifica". Lo sostiene la Procura di Napoli che, alla luce dei rilievi dei consulenti tecnici, ha ipotizzato il reato di truffa ai danni dello Stato.  Il gip intanto ha disposto "un dettagliato piano di interventi finalizzato a un'adeguata bonifica e messa in sicurezza" delle aree sequestrate.  Fra le 21 persone indagate nell'indagine della Procura di Napoli sul disastro ambientale a Bagnoli vi sono anche due ex vicesindaci del capoluogo campano: Sabatino Santangelo, presidente della Bagnolifutura fino al 2006, e Rocco Papa, presidente della Bagnolifutura dal 2006 al 2010, entrambi vicesindaci di Napoli in giunte presiedute da Rosa Russo Iervolino.  Nei riguardi di entrambi la Procura di Napoli ipotizza i reati di concorso in truffa aggravata. Gli stessi reati sono ipotizzati anche nei riguardi di Carlo Borgomeo, direttore generale della Bagnolifutura dal 2002 al 2007; Mario Hubler, direttore generale e legale rappresentante della Bagnoli futura dal 2007 al 2012; Gianfranco Caligiuri, direttore tecnico della Bagnolifutura e responsabile della pianificazione e dello svolgimento della bonifica; Alfonso De Nardo, dirigente del Dipartimento provinciale dell'Arpac di Napoli dal 2005 al 2010. Per l'ipotesi invece di disastro ambientale sono indagati Mascazzini, Caligiuri, Santangelo, Papa, Borgomeo, Hubler e De Nardo.

 

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di Rosario Lavorgna
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