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Le telecamere di Live per seguire la protesta a Terzigno

Discariche nel Parco del Vesuvio, i cittadini non ci stanno


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Discariche nel Parco del Vesuvio, i cittadini non ci stanno
13/04/2010, 18:04

TERZIGNO – Le telecamere di Live sono state a Terzigno, dove di susseguono le proteste per la discarica esistente e si prospetta l’apertura di una nuova discarica. In un territorio che fa parte del Parco Nazionale del Vesuvio. Oasi naturale, di quelle che andrebbero protette ad ogni costo, per preservare il territorio. Per tutelare quei pochi spazi verdi che ci restano.
Almeno sulla carta. Nel concreto, invece, le scelte sono diverse. Qualcuno, nei palazzi di potere, ha deciso che nel Parco Nazionale del Vesuvio ci sta bene anche una discarica. Anzi, due. Del resto, lo spazio a disposizione non manca, e sembra un ottimo posto per nascondere le tonnellate di rifiuti racimolate dalla strada. E non solo dai territori campani, visto che chi ha ascoltato gli autotrasportatori li ha sentiti mentre dicevano di venire da “180 chilometri di distanza”. Parole che significano che in quella discarica ci finisce di tutto.

I controlli, poi, sono quelli che sono. Come funziona di solito in Campania. E i disagi, invece, ricadono tutti sui cittadini. Che non ci stanno, e lo gridano forte. Cercano di far sentire la propria voce a chi è stato felice di vedere le strade ripulite dai rifiuti, ma non sa cosa c’è dietro questo ‘miracolo italiano’.
Sono gli abitanti di Terzigno, di Boscoreale, di Trecase, di Boscotrecase, che vedono passare ogni notte centinaia di camion, che vedono sull’asfalto le tracce di percolato colate dai cassoni. Che vedono le loro terre marcire, i campi che danno frutti già guasti e impossibili da vendere e soprattutto da mangiare.
Un disastro che si abbatte sul turismo e sull’ambiente, e che chi è lontano non riesce a vedere.

Le nostre telecamere hanno seguito la protesta di giovedì 8 aprile 2010. Il corteo è partito partito da piazza Matteotti e si è diretto verso la rotonda di via Panoramica, di fronte alla strada che conduce alla discarica. La rotonda è uno dei principali punti di raccordo dei paesi della zona e costituisce l’incrocio delle strade che portano a Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno e Trecase.
Durante la protesta sono stati messi in atto dei blocchi stradali, costringendo gli automobilisti a deviare utilizzando vie secondarie; non sono mancati i momenti di tensione, quando la rabbia dei manifestanti per la discarica si è scontrata con quella di chi restava imbottigliato nel traffico della protesta. Fortunatamente, però, la situazione è stata sempre sotto controllo, con picchi di alta tensione sporadici.
Successivamente il corteo si è spostato verso la strada di accesso alla discarica.
Gli agenti in tenuta antisommossa, con l’ordine di impedire l’accesso, erano già schierati da parecchi minuti.
I manifestanti sono arrivati a ridosso della barricata, dove è stato più volte sottolineato l’intento pacifico del corteo e la necessità di evitare gli scontri a tutti i costi.
Dopo una veloce trattativa con le forze dell’ordine, una delegazione di manifestanti ha ottenuto l’autorizzazione di superare il blocco degli agenti, per arrivare all’ingresso della discarica e sistemare degli striscioni sulle recinzioni esterne per una occupazione simbolica.

Abbiamo seguito tutto il viaggio dei manifestanti, raccolto le loro voci. Descritto quello che succedeva, fino alla fine, con immagini esclusive.

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di Nico Falco
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