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In Puglia quattro morti in meno di un mese

Disoccupato suicida, ennesima vittima della crisi

L'uomo di Trani aveva 49 anni, da mesi in cerca di lavoro

Disoccupato suicida, ennesima vittima della crisi
27/03/2012, 20:03

TRANI - Un uomo di 49 anni, Giuseppe Pignataro, si è suicidato a Trani lanciandosi dal balcone di casa. Alla base del gesto estremo ci sarebbe la condizioni di disoccupazione alla quale l'uomo era costretto: di professione imbianchino, il 49enne da tempo non riusciva a trovare un posto di lavoro. Sarebbe stato il 49enne stesso a dire ai medici del 118 che l'hanno soccorso di essersi lanciato volontariamente. Poco dopo l'uomo è deceduto. Si tratta del quarto suicidio legato alla crisi nell'ultimo mese in Puglia, dove a Ginosa Marina nel tarantino, il 9 marzo scorso, un commerciante di 60 anni si è tolto la vita. In gravi difficoltà economiche l’uomo si uccise impiccandosi a un albero nei pressi della sua abitazione in contrada Ciaurro. I motivi del gesto, secondo i carabinieri intervenuti sul posto, sarebbero da ricondurre alla difficile situazione finanziaria del commerciante, titolare di un negozio di abbigliamento. Ieri, l'uomo avrebbe chiesto denaro alla banca per coprire il debito che aveva con un fornitore. A Scorrano invece si sono uccisi due ragazzi senza lavoro, di 29 e 34 anni. Dopo aver perso da due mesi il suo primo lavoro da artigiano in una cava di pietra che gli consentiva di aiutare la madre, rimasta vedova, e il fratello più piccolo il giovane di 29 anni ha deciso di uccidersi, impiccandosi. Antonio Maggio, questo il nome del ragazzo, ha lasciato un biglietto chiedendo perdono alla madre e spiegando le ragioni della sua disperazione. Tutte tragedie che si sono consumate nel giro di un mese. Sempre a Scorrano, paese di 8mila anime nel cuore del Salento,  un altro giovane, Pierluigi Manfredi, 34 anni, disoccupato pure lui, è stato trovato impiccato a un albero. Un filo conduttore che unisce una generazione di senza lavoro e di senza speranze. Gesti dettati dalla disperazione, dove aggiungere altro al dolore delle famiglie sarebbe a dir poco superfluo.  
 
GRANZ (AUSTRIA) - Intanto la disperazione non colpisce soltanto i giovani italiani. In Austria infatti un disoccupato, aveva una famiglia da mantenere, voleva ottenere una pensione di invalidità. Da qui il gesto folle: si è segato una gamba e l'ha poi gettata in un forno. Un uomo di 56 anni è ricoverato, in un ospedale di Graz, in gravi condizioni. Il fatto è accaduto nel distretto di Feldbach in Stiria, dove l'uomo ha deciso di mutilarsi. Ha segato l'arto sinistro, lo ha gettato in un forno, quando era ancora in uno stato di coscienza, e ha chiamato la polizia. Gli agenti lo hanno trovato in preda a una gravissima emorragia, che lo ha messo in pericolo di vita. Il dramma si è svolto poche ore prima di un controllo dei medici dell'istituto di previdenza che avrebbero dovuto decidere del suo eventuale diritto a una pensione di invalidità. Sposato e con due figli, l'uomo è stato a lungo disoccupato: «avrebbe preparato» l'incidente, secondo la polizia, in modo sistematico.

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di Valerio Esca
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