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Disoccupazione: Lisbona 2010, Campania più lontana dai target previsti

Disoccupazione: Lisbona 2010, Campania più lontana dai target previsti

27/10/2009, ore 15:58 - 


NAPOLI. Una regione sempre più periferica, che si allontana dall’Europa soprattutto per il basso tasso di attività, la scarsa spesa per l’innovazione e la diffusa povertà: è la fo-tografia che emerge dall’analisi SVIMEZ pubblicata su il Sole 24 Ore Sud di domani sul monitoraggio in Campania degli indicatori previsti dagli Obiettivi di Li-sbona 2010. Confrontando l’andamento dei dati 2001, 2005, le ultime rilevazioni dei principali indicatori (situazione economica generale, occupazione, innovazione, riforma economica, coesione sociale, sostenibilità ambientale) e i target programmati, spicca in generale un gap impossibile da recuperare entro la scadenza prevista. Per molti indicatori addirittura si profila un ulteriore allontanamento dall’obiettivo. In particolare, rispetto alla situazione economica generale, fatto pari a 100 il Pil pro capite medio Ue, la Campania è passata dal 74% del valore medio europeo del 2001 al 66% del 2006 (Mezzogiorno 69). Situazione peggiore per l’occupazione: la strategia di Lisbona prevedeva un tasso di occupazione nella classe di età 15-64 anni del 70% entro il 2010. Ma la Campania, ferma nel 2001 al 43,7%, nel 2009 ha subito un ulteriore ribasso, arrivando al 40,6%. Ancora peggio per gli adulti di età compresa tra 55 e 64 anni, fermi dal 2001 al 34%, troppo lontani dal 50% previsto per il 2010.
Un certo progresso sul fronte della spesa per la ricerca, passata dallo 0,9% del 2001 allo 1,2% del Pil nel 2006, una quota superiore alla media nazionale e meridionale, ma ancora lontana dal 3% europeo.
Progressi molto consistenti riguardano la scolarizzazione secondaria: la popolazione campana in età 20-24 anni in possesso di diploma è salita dal 61% del 2001 al 71% nel 2008. Nonostante la buona performance, la situazione è ancora troppo lontana dal target previsto (85%).
Problema specifico del Mezzogiorno resta la povertà, che riguarda una quota supe-riore di tre volte e mezza rispetto all’obiettivo di Lisbona, con la Campania al 38% (35% dato Sud). Rispetto all’obiettivo della sostenibilità ambientale, si segnala in Campania un calo di emissioni di C02, ma una crescita del consumo di energia, in linea con il resto del Paese, a conferma di un ritardo complessivo nella strategia ambientale nazionale.

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