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Due nuovi incarichi per il prete sotto-scorta

Don Merola parroco alla Stazione e in via Ferraris


Don Merola parroco alla Stazione e in via Ferraris
01/09/2010, 13:09


NAPOLI - Torna nella sua Napoli. Nei quartieri della povertà e della sofferenza. Due nuovi incarichi per il sacerdote Luigi Merola, già parroco a Forcella: da oggi è responsabile della chiesa di San Carlo Borromeo alle Brecce, in via Galileo Ferraris, e cappellano della stazione ferroviaria di Napoli Centrale, per decisione del cardinale Crescenzio Sepe. E così, dopo due anni a Roma come consigliere per la legalità del ministro Gelmini, don Merola inizia una nuova avventura tra i quartieri a rischio della città. Formare una nuova comunità parrocchiale, avvicinare i giovani alla fede e naturalmente combattere la camorra. Sono queste le priorità del sacerdote che ha già le idee chiare su come intervenire in una zona simbolo del degrado della città. “E’ un ritorno pastorale a Napoli – tiene subito a precisare don Merola - ma il mio impegno per questa città c’è sempre stato. L’esperienza fatta a Forcella sarà per me fondamentale nel costruire in questa zona di Napoli una comunità secondo le direttive del nostro cardinale – spiega Don Merola – punterò tutto sulle famiglie e sui ragazzi. Non lavorerò da solo – precisa il sacerdote – cercherò di realizzare una rete sul territorio con gli altri parroci”. Ma all’impegno della parrocchia si affiancherà il lavoro di recupero minorile della fondazione da lui fondata, “A’ Voce d’è Creature”. “Sono contento che questa parrocchia  ricada nello stesso territorio della fondazione, questo mi permetterà di lavorare su due fronti nello stesso tempo. Come dire - ironizza il sacerdote – un’arma in più per combattere in trincea”. Poi il nuovo incarico di cappellano presso la stazione ferroviaria. “Anche li mi aspetta un lavoro duro – spiega don Merola - la notte questo posto diventa purtroppo ritrovo di faccendieri, drogati e prostitute. Chiederò subito più forze dell’ordine e più attenzione da parte dei politici”.

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di Vincenzo Rubano
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