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Importante la testimonianza dell’egiziano Mohammed

Don Seppia, nuova accusa: induzione a prostituzione minorile


Don Seppia, nuova accusa: induzione a prostituzione minorile
23/05/2011, 21:05

Don Riccardo Seppia, ex parroco di Santo Spirito a Sestri Ponente, arrestato per abuso su minori e cessione di stupefacente, continua a negare di aver avuto rapporti sessuali con minorenni, ma adesso sul suo capo pende anche l’accusa di induzione alla prostituzione minorile visto che, secondo quanto racconta l’egiziano Mohammed, oggi maggiorenne ma ai tempi minorenne, a letto con il prete ci sarebbe andato e ci sarebbe andato insieme ad un amico albanese, minorenne anche lui. I due ragazzini, insieme, sarebbero stati poi pagati dall’ex parroco.
Nella squallida vicenda che ha sconvolto la città di Genova, le dichiarazioni di Mohammed sono dirimenti: è lui che afferma di aver fatto sesso con il parroco e, nell’occasione, di essersi portato dietro il ragazzo albanese per un “partouze a’ trois” in un appartamento di Milano. L’albanese e l’egiziano sarebbero stati contattati in chat da Emanuele Alfano che aveva abusato dei due ragazzini, pagandoli perché “così si fa”, ha detto, e poi aveva fornito il numero di telefono di Mohammed a don Seppia. Per questo Alfano è indagato per induzione e sfruttamento di prostituzione minorile, reati che riguardano tre episodi. L’ultimo, terribile, quello che coinvolge un giovanissimo mendicante adescato sul sagrato di una chiesa milanese.
Il sostituto procuratore, Stefano Puppo, continua a lavorare sul rapporto dei Nas di Milano e sulle intercettazioni telefoniche e ambientali che inchiodano, secondo gli inquirenti, don Seppia alle sue responsabilità. Solo un episodio viene ridimensionato, ed è quello dell’abuso sul chierichetto che sarebbe stato compiuto nella canonica della chiesa di Santo Spirito: secondo quanto ricostruito don Seppia, che si era detto abituato a baciare sulle guance i suoi chierichetti, avrebbe tentato di baciare il chierichetto in bocca, palpandolo contemporaneamente, ma non ci sarebbe riuscito. Il reato contestato dunque potrebbe derubricarsi a tentato abuso su minore.

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di AnFo
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