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Donna albanese massacrata, svolta nelle indagini


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Donna albanese massacrata, svolta nelle indagini
15/06/2013, 14:11

NAPOLI – Svolta nelle indagini della ragazza albanese massacrata di botte da  Emerson D'Esposito. L’uomo indagato, e già segnalato dalla Questura per appartenenza al gruppo di estremisti  tifosi del Napoli, noti per l’eccessiva violenza ,  ha confessato di averla chiusa nel sacco perché convinto che le lesioni provocate ne avrebbero determinato la morte. Durantela Conferenzastampa tenuta dal questore Luigi Merolla e dal Capo della squadra mobile Ferdinando Rossi sono stati chiariti i punti oscuri della vicenda. La figlia della vittima avrebbe assistito ai tragici soprusi subiti dalla mamma. Dopo la confessione del D’Esposito, della bambina nessuna traccia. E’ stato  grazie all’intervento di un appuntato dei carabinieri   di San Giorgio a Cremano,che si è riusciti a seguire la pista risolutiva. Dall’intuizione dell’agente , le indagini sono state indirizzate verso la villetta nel Sannio, appartenente alla famiglia D’Esposito. A San Salvatore Telesino è stata trovata la bambina insieme al figlio di tre anni dell'altra donna albanese coinvolta nella torbida vicenda.  Sembra, infatti, da una prima ricostruzione che la 28enne Xhuli Toska sia stata vittima di un raptus d’ira. La ragazza  si opponeva al fatto che la compagna del  D’Esposito  lasciasse Napoli, insieme con il suo bambino, e che non facesse parte del  giro di prostituzione in cui erano coinvolte. Davanti alla bambina, la giovane donna è stata malmenata insistentemente, sembra che l’altra donna di origine albanese non fosse presente durante il pestaggio. Intanto, per il D’Esposito pesa  l'accusa di tentativo di omicidio e porto - detenzione illegale di armi. Restano ancora preoccupanti le condizioni della giovane vittima in condizioni preoccupanti all’Ospedale Loreto Mare. 

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di Redazione
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