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L’indagato respinge le accuse

Donna molestata mentre era in ospedale


Donna molestata mentre era in ospedale
29/02/2012, 19:02

SASSARI - Una donna di Sassari, 50 anni, é stata molestata da un barelliere mentre si trovava in uno stanzino del Pronto Soccorso, in attesa di accertamenti. Secondo il quotidiano la Nuova Sardegna, la donna sarebbe stata ripettamente toccata nelle perti intime dall'uomo che invece di accompagnarla nel reparto, continuava a palpeggiarla. Sempre secondo il quotidiano, questo triste quanto incredibile fatto sarebbe accaduto mercoledì scorso ma pare che la donna abbia deciso di sporgere denuncia solo sabato. I carabinieri così hanno ascoltato la versione dei fatti del barelliere che ha respinto ogni accusa, presentando una controdenuncia per calunnia, ovvero il reato di chi accusa qualcun altro di aver commesso un reato davanti agli organi giudiziari, sapendolo innocente. Oltre alla testimonianza della stessa vittima, ad aggravare la situazione dell'uomo vi sarebbero anche alcune testimonianze di alcuni dipendenti dell'Asl. Compito della Procura di Sassari sarà quello di accertarsi sul reale svolgimento dei fatti. 
Anche la Direzione generale dell’azienda sanitaria sassarese avrebbe aperto un’inchiesta interna per far luce sull’episodio. Mercoledì scorso la paziente era arrivata in ambulanza al pronto soccorso di viale Italia in seguito ad un malore. Dopo una prima visita i medici avevano ritenuto di sottoporre la donna ad alcuni esami in un altro reparto. La cinquantenne era stata adagiata su una barella e affidata alle cure di un dipendente della cooperativa sociale Elleuno, la ditta che fornisce alla Asl e all’Aou il supporto ai servizi assistenziali. A quel punto, sarebbe avventua la violenza: la donna e’ stata portata in uno stanzino accanto agli ambulatori del pronto soccorso e a quel punto sarebbe stata palpeggiata dal barelliere. L’uomo le avrebbe abbassato i pantaloni e l’avrebbe toccata con la scusa di avvicinarle la padella per urinare. Raccolte le forze la vittima della presunta violenza ha gridato e chiesto aiuto. Le prime a raccogliere la sua testimonianza sono state due dottoresse in servizio al Pronto soccorso e poco dopo alcuni parenti della paziente. Solo dopo tre giorni, ripresasi in parte dallo choc subito, la donna ha deciso di sporgere denuncia.

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di Erika Noschese
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