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Finanziavano la produzione di falsi con i soldi della droga

Donne imprenditrici della camorra fermate dalla Guardia di Finanza

Stupefacenti e contraffazione, ecco la camorra al femminile

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Donne imprenditrici della camorra fermate dalla Guardia di Finanza
18/07/2011, 15:07

NAPOLI – Ancora un duro colpo inflitto dalla Guardia di Finanza alla criminalità organizzata con l’ operazione denominata “Zia Connection” che prende il nome proprio dalla donna a capo dell’ organizzazione sgominata dai baschi verdi. La donna tale Anna Emmausso, chiamata “Zia” dai suoi affiliati, aveva messo su una vera e propria azienda operante nel settore calzaturiero, ovviamente di marchi contraffatti, che veniva finanziata con i proventi dello spaccio di droga. Sono ancora le donne, quindi che gestiscono le attività per conto dei clan che colpo dopo colpo si sgretolano alla giustizia. A seguito della operazione sono stati posti sotto sequestro: quattro opifici abusivi, circa 1500 paia di scarpe già pronte da immettere sul mercato, circa 13000 pezzi tra tomaie e semilavorati sempre falsi, 9 clichè e 61 macchinari utilizzati per la produzione, e per la prima volta in assoluto sono stati sequestrati 8 diamanti per un valore complessivo di circa sessantamila euro. Dei dettagli della brillante operazione della Guardia di Finanza se ne è discusso nella conferenza stampa indetta dal Procuratore Capo Giandomenico Lepore, che in apertura non ha potuto esimersi dal congratularsi con il Generale Giuseppe Grassi Comandante Provinciale di Napoli della G di F , per il brillante epilogo dell’ operazione ed ha anche confermato la grande stima e fiducia che sempre nutre la Procura nei confronti del Corpo. L’ operazione si è tenuta nel cuore di “Scampia” dove oltre alla holding specializzata nella contraffazione, l’ altro settore di intervento è stato lo spaccio di stupefacenti con un sequestro di 11 Kg di eroina e circa 8 di cocaina, inoltre sono state tratto in arresto 7 persone. L’ azione repressiva ha prodotto in totale 38 misure cautelari di 35 già trasformate in arresto. Altra novità emersa è l’ utilizzo da parte della criminalità organizzata, di uomini provenienti dalla Tanzania oltre ai nigeriani che solitamente già operano nelle file dei clan. Oggi si conclude un operazione che, riavvolgendo il nastro, ci porta nel 2006 quando i baschi verdi di una piccola Tenenza, quella di Capodichino alle dipendenze del Ten. Michele Toschi, a seguito di controlli sulla contraffazione di banconote notano delle incongruenze relative a ingenti quantità di soldi; da qui si avviano delle indagini conseguite nella più esemplare professionalità e tecnica investigativa. Queste condizioni hanno condotto ai risultati oggi raccolti, cicatrizzando l’ ennesima ferita che lacera il nostro capoluogo e non solo.

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di Antonio Sarracino
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