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Solo 6 associazioni iscritte nell'apposito registro

Dopo 3 mesi dall'inizio, certificato il flop delle ronde


Dopo 3 mesi dall'inizio, certificato il flop delle ronde
04/11/2009, 11:11

All'inizio di agosto, con gran squilli di trombe, si avviavano le ronde, che il Ministro dell'Interno Roberto Maroni assicurava essere richieste dai cittadini del nord ed essenziali per la sicurezza cittadina. Uno dei requisiti richiesti alle associazioni che volevano disporre ronde era l'iscrizione in un apposito registro. Ebbene oggi, a 3 mesi di distanza da quella inaugurazione, le richieste per l'iscrizione nel registro sono solo sei: tre a Roma e provincia, una a Milano, una a Treviso e una a Bolzano. Questo contro la settantina di ronde ufficialmente attive prima della legge. Evidentemente o la gente si è stancata di farle, oppure il fatto di essere scortati da Polizia, Carabinieri e Digos impedisce loro di fare quello che fanno di solito le ronde nel nord Italia: dare la caccia agli extracomunitari e ai barboni, per picchiarli, a volte a morte.
In più, delle sei richieste, due sono da parte di due associazioni note che agiscono da tempo: a Milano c'è stata la richiesta dell'Associazione Poliziotti Italiana, formata da ex appartenenti alla Polizia in congedo; a Bolzano la richiesta è dei "Rangers", altra associazione attiva da tempo. Ma è significativo che persino associazioni note come i City Angels di Milano non abbiano ancora fatto richiesta.
Il sindacato di Polizia non nasconde la soddisfazione. Secondo Claudio Ciardullo, segretario nazionale della Silp Cgil: "È una buona notizia, ed è la dimostrazione che hanno funzionato i due divieti inseriti nel decreto: nessun finanziamento privato, né collegamento con formazioni politiche. Tentazioni, invece, che sono ben presenti tra gli aspiranti rondisti".

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di Antonio Rispoli
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