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Don Patriciello al padrino: “Dicci dove sono i veleni”

Dopo Schiavone il terremoto politico e istituzionale


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Dopo Schiavone il terremoto politico e istituzionale
26/08/2013, 10:28

NAPOLI – Le dichiarazioni rese dal super boss dei Casalesi Carmine Schiavone hanno generato un fiume di polemiche, arroventando questa coda d’estate. C’è chi parla di confessioni ad orologeria, chi invece, come la magistratura, attende di sapere a chi si riferisse il padrino quando fa riferimento a “voti di scambio” e “connivenze” parlando anche ad ampio raggio di “forze dell’ordine e magistrati”. Ma il punto che sembra interessare maggiormente riguarda le confessioni dell’anziano boss sui rifiuti tossici smaltiti nei terreni tra Baia Domitia e Pozzuoli, in pratica centinaia e centinaia di chilometri quadrati di terra campana avvelenata addirittura dai fanghi nucleari. E’ proprio su queste posizioni che scende nuovamente in campo don Maurizio Patriciello, il sacerdote del Parco Verde di Caviano, impegnato in prima persona nella lotta ai roghi tossici nel triangolo della morte Acerra- Afragola –Caivano. In una lettera indirizzata a Schiavone il sacerdote ha chiesto di essere chiaro: “Dicci chiaramente dove, in quale contrada, in quale terreno, in quale sito sono stati sversati i veleni che stanno portando a morte la nostra gente, i nostri giovani, i nostri figli”. ''È giunta l'ora - scrive don Patriciello - che si facciano avanti tutti coloro che hanno avvelenato, o permesso di avvelenare, le nostre campagne. È giunta l'ora del coraggio e della verità”. 

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di Rosario Lavorgna
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