Cronaca / Giudiziaria

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Stamane il saluto al Palazzo di Giustizia

Dopo sette anni, Lepore lascia l'incarico di procuratore


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Dopo sette anni, Lepore lascia l'incarico di procuratore
09/12/2011, 14:12

Dopo sette anni di intensa attività, il procuratore capo Giovandomenico Lepore saluta la Procura della Repubblica di Napoli. In una sala auditorium gremita, l'ultimo saluto da Procuratore in pectore di un commosso Lepore, è stato momento di celebrazione di una carriera fatta di duro impegno giudiziario e fervide soddisfazioni. Si va in pensione dopo sette anni alla guida di uno degli uffici giudiziari più difficili d'Italia, preso in un momento delicato e fatto diventare fiore all'occhiello dell'attività giudiziaria del Belpaese. "Vorrei ancora restare - ha commentato Lepore nel corso della giornata in suo onore, a cui hanno partecipato, per rendergli omaggio, le più alte cariche istituzionali, delle forze dell'ordine, degli avvocati e della stampa - perchè non sono cambiato e non ho mai guardato in faccia a nessuno. Della mia carriera dico che si è fatto tanto grazie anche alla piena collaborazione con tutti. Alcuni problemi non si sono risolti, o non si sono voluti risolvere. Un esempio è l'emergenza rifiuti, uno scandalo farla durare diciotto anni. Per questo, come per tanti altri casi, si dà la colpa alla camorra, che molto spesso è diventata un comodo, una sorta di alibi. Però, posso dire in modo fiero, che non ci siamo mai calati le brache di fronte a nessuno. Nemmeno all'ex presidente del Consiglio". Poi, spazio ai ricordi più dolci: "Tutte le attività mi hanno segnato. Abbiamo lavorato tanto e bene, soprattutto con le forze dell'ordine che hanno collaborato attivamente con noi. Io, personalmente, ho sempre utilizzato un sistema di <porte aperte>, parlando con tutti. Il mio faro? Mia moglie. Per il resto ho lavorato senza ispirarmi a nessuno, ma con il mio carattere". La descrizione di chi comincia a svestirsi del ruolo e rimettersi i panni dell'uomo comune.  

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di Salvatore Formisano
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