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Il consigliere del CSM: "Ho subito perquisizione corporale"

Dossier Bocassini: perquisito nuovamente Brigandì


Dossier Bocassini: perquisito nuovamente Brigandì
03/02/2011, 13:02

ROMA - C'è da dire una cosa a proposito dei magistrati di Roma che stanno indagando per scoprire chi ha passato al Giornale il dossier della Bocassini conservato al Csm: non fanno distinzioni. E così, dopo la perquisizione corporale e domiciliare fatta alla giornalista Anna Maria Greco, la stessa sorte, sia pure in due momenti diversi, è toccata a Matteo Brigandì. Ieri i Carabinieri hanno eseguito il mandato di perquisizione domiciliare, sequestrando anche il PC dell'ex deputato leghista; oggi hanno provveduto, sempre su mandato dei magistrati, anche ad una perquisizione personale, per vedere se per caso avesse addosso qualche pen drive con i documenti in questione. Invece l'ufficio di Brigandì al Csm, che era stato sigillato il primo febbraio scorso, è stato dissequestrato.
Ma il consigliere del Csm continua a negare qualsiasi responsabilità nella vicenda: "Ho fatto richiesta di quella documentazione al Csm perché volevo documentarmi personalmente. Non ho divulgato le carte in alcun modo. Né ho parlato con nessuno di quanto vi avevo letto. Sfido chiunque a dimostrare il contrario".

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di Antonio Rispoli
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