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Creano l'11% del Pil e versano tasse per 33 miliardi l'anno

Dossier della Caritas sulla situazione immigrazione in Italia


Dossier della Caritas sulla situazione immigrazione in Italia
26/10/2010, 10:10

ROMA - E' stato reso noto il dossier annuale della Caritas che fotografa la situazione degli immigrati in Italia. Si tratta di 5 milioni di persone, circa il 7% della popolazione italiana, ma che contribuiscono a creare l'11,1% del Pil. DI solito abitano in provincia, dato che lì le case costano di meno, toccando qui e lì punte eccezionali. Come ad Airole, in provincia di Imperia, dove un abitante su tre è extracomunitario. Ma questa è una scelta obbligata, dato che in media il loro stipendio è pari ai tre quarti di quello degli ittaliani (971 euro contro i 1258 degli autoctoni). Ci sono 25 mila matrimoni all'anno tra italiani e stranieri, mentre oltre 50 mila extracomunitari prendono ogni anno la cittadinanza italiana. Mentre le coppie di stranieri contribuiscono all'aumento della popolazione italiana con 100 mila nuovi bebè all'anno. E col loro lavoro contribuiscono a tenere su il welfare: infatti usufruiscono complessivamente di servizi per 10 miliardi all'anno, ma contribuiscono - con le entrate fiscali per 11 miliardi. E anche per le pensioni, è un apporto fondamentale: solo uno straniero su 30 prende una pensione, mentre tra gli italiani siamo ad 1 su 4. Ed è da vedere se un domani coloro che oggi lavorano prenderanno la pensione o se ne andranno via. Tutto a nostro vantaggio, certo; ma bisogna ricordarselo.
C'è da temere per i tanti reati che gli stranieri commettono? Assolutamente no, dato che i reati aumentano inmaniera meno che proporzionale all'aumento degli stranieri. Anzi, se separiamo i reati commessi da coloro che sono regolari in Italia, vediamo che questi in percentuale sono alla pari con quelli commessi da italiani.
Poi la Caritas fa anche notare che la tolleranza zero è una bufala: nei Centri di identificazione ed espulsione sono passati nel 2009 poco più di 10 mila persone, alcune delle quali per scontare pene al posto del carcere, ma meno della metà di loro sono stati espulsi (41,6%); il resto sono rimasti in Italia. Dato che va ancora più ridotto, dato che per quasi tutti l'espulsione è solo la consegna di un foglio di carta nel quale si minacciano sanzioni legali e carcere se resta in Italia più di 5 giorni. Un foglio di carta che quasi miei viene tradotto all'immigrato, che solitamente è scritto in inglese, francese, rumeno e spagnolo o tedesco, lingue che raramente l'immigrato conosce, ammesso che sappia leggere. E quindi è un documento che viene sistematicamente ignorato.

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di Antonio Rispoli
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