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Blitz dell'Arma, coinvolti due ex calciatori del Licata

Droga connection nell'Agrigentino, 64 indagati


Droga connection nell'Agrigentino, 64 indagati
15/06/2010, 17:06

Una connection per il traffico di droga tra la Sicilia, il nord Italia e la Germania è stata sgominata dai carabinieri nell’Agrigentino. Oltre sessanta le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Alberto Davico della Procura della Repubblica di Agrigento, tra le quali spuntano i nomi di due ex calciatori del Licata calcio, coinvolti – secondo l’accusa – nello spaccio di sostanze stupefacenti.  Un maxiblitz antidroga in cui sono stati impegnati circa 400 militari, unità cinofile ed un elicottero per eseguire le ordinanze (sia agli arresti domiciliari che in carcere) scattate per alcuni residenti a Seveso, nel Milanese, a Sommatino, in provincia di Caltanissetta, a Palermo e in Germania. L'accusa contestata per tutti i fermati, a seguito delle indagini condotte dagli uomini dell’Arma del comando provinciale di Agrigento, e coordinate dai sostituti procuratori Santo Fornasier e Gemma Miliani, è di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti. Soltanto per otto degli indagati il gip ha disposto gli arresti domiciliari, mentre la sfilza di reati contestanti ad altri membri dell’organizzazione vanno dal porto e detenzione abusivi di armi alla ricettazione, dal furto alla violazione della legge elettorale. Ad altri indagati, invece, è stato contestato il condizionamento del corpo elettorale di Licata perché, attraverso minacce, chiedevano di votare un consigliere comunale, poi non eletto nella passata legislatura. Accusati di tentato omicidio, infine, un padre e i suoi due figli in quanto avrebbero massacrato di botte un loro avversario in vendita di droga. Alcuni dei provvedimenti sono stati firmati anche a carico di donne, due sono già state arrestate, e di minorenni per i quali è in corso di esecuzione un ordine di custodia cautelare emesso dal Gip del Tribunale per i minorenni di Agrigento. L’approvvigionamento delle sostanze vendute dai pusher, secondo gli inquirenti, avveniva a Palermo, nel Nord Italia e in Germania. Ma la banda era ramificata in particolare a Licata, dove sono state eseguite la maggior parte delle ordinanza. Nel blitz sono finiti in manette anche due ex calciatori del Licata calcio, uno dei quali (Piero Concialdi) in passato ha militato nell'Akragas, la prima squadra di Agrigento. Secondo quanto accertato dalle indagini, inoltre, le bande di pusher rubavano l'acqua dal depuratore di Licata per coltivare la marijuana, farla crescere rigogliosa e poi piazzarla sul mercato dello spaccio.

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di Davide Gambardella
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