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"Piazza" richiusa a venti giorni dal 1° blitz della polizia

Droga e armi: l'affare no stop nel bunker dei Marfella


Droga e armi: l'affare no stop nel bunker dei Marfella
30/06/2010, 00:06

NAPOLI – Tutto come prima. Grate, cancellate, vie di fuga attraverso le intercapedini e stavolta anche microcamere a controllare il bunker della mala. Meno di venti giorni dopo il blitz della polizia la piazza di spaccio dei Marfella ha ripreso a girare a pieno ritmo. Come nella periferia nord, ed in altri quartieri sotto la pressione della criminalità organizzata, anche a Pianura i gruppi di malavita sono sempre più impegnati a muovere senza sosta le redini di un business che oggi sul versante ovest della città garantisce gli equilibri tra più fazioni di camorra. Un patto in nome del denaro. E della droga. Non solo. Le cosche imbracciano fucili. Cartucce calibro dodici di varie marche sono finite sottochiave nella retata di ieri pomeriggio nel quartiere della periferia nordoccidentale. Dopo l’operazione dello scorso 9 giugno in via Colantonio Di Fiore, storica roccaforte della cosca di Peppe Marfella, meglio noto negli ambienti criminali come “Peppe ‘e Maddalena”, gli agenti del commissariato Pianura sono tornati a infliggere duri colpi all’affaire rappresentato dallo smercio di sostanze stupefacenti. L’hanno fatto scardinando nuovamente quel bunker ricavato all’interno dei garage dell’edilizia popolare a ridosso di via Napoli. Lì dove vennero arrestati tre giovani pusher vicini ai Marfella, lo spaccio è ripreso come prima. Stesse tecniche per sfuggire alle divise, stessi locali utilizzati per lo scambio droga-soldi. Gli agenti delle volanti ‘Como-Pianura’ 11 e 12 stavolta hanno scoperto che l’organizzazione aveva messo su un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso collegato ad una centralina che permetteva di tenere sotto controllo, attraverso l’ausilio di microcamere, tutti i movimenti sia all’esterno che all’interno della “piazza”. La droga più gettonata, ancora una volta, risulta la marijuana: i poliziotti diretti dalla dottoressa Antonella Palumbo hanno sequestrato circa 2500 bustine con chiusura ermetica, alcune delle quali presentavano ancora tracce di stupefacente. Ma la scoperta che ha messo immediatamente sugli attenti l’intelligence delle forze dell’ordine è stato il ritrovamento di 155 cartucce di varie marche e tutte rigorosamente calibro dodici, adattabili per fucili a canne mozze ed altre armi a canna lunga. Il sospetto è che la cosca si stia riarmando, nonostante la pax mafiosa siglata tra i clan Marfella e Lago, storicamente nemici e protagonisti di una sanguinosa faida alla fine degli anni Novanta. Guerra con decine e decine di morti ammazzati, piombo e sangue nelle strade della periferia segnata da vendette trasversali e agguati a colpi di bazooka.
Nell’operazione di ieri sono state denunciate a piede libero due persone, sospettate di essere i gestori della nuova piazza e dell’impianto di videosorveglianza trovato dietro al cucinotto del monolocale. Un minore che in quel momento si trovava a pochi metri dal bunker, invece, è stato affidato ai genitori. Dall’ultimo blitz della polizia a Pianura intanto emerge un dato inquietante: la malavita organizzata del quartiere ha nuove leve pronte a rimpiazzare gli affiliati che finiscono dentro. Come nelle Vele e nel Bronx di San Giovanni, anche nei quartieri occidentali la manovalanza a disposizione della camorra aumenta. Dopo gli arresti di Giuseppe Frattini, 20 anni, meglio noto come “Chiepeppe”, e Vincenzo Savino, 19 anni, entrambi residenti in via Napoli, sono stati subito arruolati giovani pusher che hanno ripreso a far muovere la macchina di droga e morte per ingrassare le casse dell’organizzazione criminale di via Colantonio di Fiore. Una macchina che con il nuovo patto siglato col placet delle cosche del vicino Rione Traiano fattura milioni di euro all’anno.  

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di Davide Gambardella
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