Cronaca / Droga

Commenta Stampa

La 'roba' arrivava da Napoli, venduta a Teramo e Pescara

Droga tra Campania e Abruzzo, presi 18 dei Puccinelli

Totore straccetta guidava i gregari del nuovo sodalizio

.

Droga tra Campania e Abruzzo, presi 18 dei Puccinelli
16/02/2011, 10:02

NAPOLI - Era sottoposto alla sorveglianza speciale, con obbligo di dimora in Abruzzo, ma le limitazioni impostegli dalla legge non gli avevano di certo impedito di continuare i propri traffici rimettendo in piedi una rete di spaccio. Secondo i carabinieri Salvatore Puccinelli, capo dell'omonimo clan del Rione Traiano di Napoli, aveva dato vita insieme ad Angela Savarese, 55 anni, e Ciro Puccinelli, 22 anni, rispettivamente moglie e figlio, un'associazione a delinquere con tanto di capi e gregari, ognuno con i propri compiti e il proprio ruolo, finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti. Puccinelli, detto Totore straccetta, sottoposto dal 2009 al regime di sorveglianza speciale con obbligo di dimora a Montesilvano (Pescara), era riuscito in sostanza a mettere in piedi un piccolo clan. Da questa mattina i carabinieri del comando provinciale di Pescara insieme ai colleghi di Napoli stanno eseguendo una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 18 persone, accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti.
L'organizzazione, secondo le indagini cooridnate dalla Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila, si occupava di tutte le fasi dello spaccio, provvedendo al reperimento, alla detenzione, al trasporto ed alla cessione di grossi quantitativi di cocaina, in arrivo da Napoli, che venivano poi venduti nelle province di Pescara e Teramo attraverso un sodalizio subordinato e strettamente collegato all'organizzazione.

Gli arresti di oggi -si legge in una nota a firma del colonnello Marcello Scocchera- sono la conclusione di una lunga indagine condotta dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Pescara con innumerevoli servizi di appostamento, osservazione e intercettazioni e con il costante coordinamento della magistratura della Dda dell'Aquila. L'indagine e' cominciata a seguito di una attivita' investigativa dei carabinieri di Teramo, che ha consentito di ricostruire e documentare come il gruppo operante in quella zona dell'Abruzzo fosse sottomesso a quello smantellato oggi. Anche su Teramo il capo indiscusso era Puccinelli, sostegnono i carabinieri. Il napoletano deve scontare una pena definitiva con scadenza nel 2051 per una sentenza di condanna per 416 bis C.P., passata in giudicato ma la cui esecuzione e' stata sospesa per le precarie condizioni di salute dei Puccinelli. Durante le indagini sono stati eseguiti alcuni arresti tra cui quello di una latitante a Napoli e quelli di due persone fermate in flagranza di reato per spaccio di stupefacente, e altre persone sono state denunciate in stato di liberta'. Sono stati accertati e documentati circa 50 episodi di spaccio al dettaglio, nel periodo tra settembre 2009 e febbraio 2010, a carico di alcuni personaggi locali, ritenuti pedine terminali della "filiera". L'operazione di oggi, denominata 'Neapolis', pone un argine al tentativo di infiltrazione della malavita campana nella provincia abruzzese, commentano i carabinieri, in particolare per quanto riguarda il traffico di sostanze stupefacenti. I militari dell'Arma mettono in evidenza "lo spessore criminale dei soggetti coinvolti, che non sono semplici spacciatori ma esponenti di spicco di un sodalizio organizzato".

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©