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Vittime del sequestro Sergio Cicala e Filomen Kabouree

Due italiani rapiti, si ipotizza coinvolgimento di al Qaeda


Due italiani rapiti, si ipotizza coinvolgimento di al Qaeda
20/12/2009, 09:12

ROMA - I miliziani di Al Qaeda sono tornati in azione contro viaggiatori stranieri in Mauritania. Da ieri sera non si hanno più notizie di una coppia di italiani, Sergio Cicala di 65 anni e la moglie Filomen Kabouree, originaria del Burkina Faso di 39, che erano in viaggio nella Mauritania sudorientale: il loro minibus è stato trovato abbandonato, la carrozzeria e le gomme crivellate di proiettili, a pochi chilometri di distanza dal confine con il Mali occidentale. I due vivono a Carini, in provincia di Palermo. La figlia Alexia, ai microfoni del Tg2, ha detto di aver avuto conferma del rapimento dall'Unità di crisi della Farnesina "dopo numerose insistenze" ed ha rivolto un toccante appello al ministro degli esteri Franco Frattini perché "avvii urgentemente i contatti con i sequestratori" e per avere "notizie sulle condizioni di salute - ha detto - di mio padre e di sua moglie".

Quindici anni fa, il 3 gennaio 1994, Sergio Carini era stato ferito in modo lieve dall'esplosione di una mina mentre, a bordo di una jeep e con altri turisti, era in viaggio tra il Ciad e il Niger. In quell'occasione era morta una turista finlandese. Secondo fonti della sicurezza mauritane che hanno voluto restare anonime, è più che probabile che ieri sera i due "siano stati sequestrati" da un gruppo armato collegato ad Al Qaeda. La Farnesina sta verificando la dinamica della vicenda in stretto contatto con l'ambasciata italiana a Dakar (Senegal), dato che l'Italia non ha una rappresentanza diplomatica in Mauritania. "Si stanno svolgendo - si legge in una nota del ministero degli Esteri - le opportune verifiche per appurare gli elementi che siano utili" ad accertare gli eventi.
Compito non facile in quanto la zona, compresa tra la Mauritania orientale, il Mali settentrionale e l'Algeria meridionale, è in gran parte desertica e scarsamente controllata dalle autorità: qui sono inoltre attivi vari gruppi armati tra i quali alcuni hanno collegamenti con la rete locale di Al Qaeda, l'Aqmi (la Al Qaeda del Maghreb islamico). Finora nessuna fonte ufficiale in Mauritania ha ammesso il sequestro. Ma in via ufficiosa due diplomatici lo hanno confermato. "Una coppia di viaggiatori italiani che si stavano recano nel Burkina Faso a bordo di un minibus immatricolato in Italia sono dispersi da venerdì sera e probabilmente sono stati rapiti da un gruppo armato", ha detto un membro dei servizi di sicurezza.
Un'altra fonte mauritana, un diplomatico, ha aggiunto pochi particolari. "Il loro automezzo, le loro cose e alcuni oggetti di valore sono stati trovati sul posto", ha detto. Abitanti della zona hanno parlato di spari e di uomini armati. Il minibus era sul ciglio della strada che collega Aioun (Mauritania) a Kayes (Mali), abbandonato a una ventina di chilometri dal confine con il Mali, nel dipartimento mauritano di Kobenni, a pochi chilometri dalla località di N'Eissira. In tutta l'area le forze di sicurezza della Mauritania sono state messe in stato di massima allerta. Secondo alcuni osservatori locali, si tratta senza dubbio di un sequestro compiuto da uomini dell'organizzazione al Qaida nel Maghreb islamico. Gli stessi, si pensa, che il mese scorso hanno rivendicato il rapimento di tre cooperanti spagnoli, presi in ostaggio in Mauritania ed ora prigionieri in Mali, insieme a un francese che era stato sequestrato a fine novembre nella città di Menaka, nel nord del Mali.

Sergio Cicala e la moglie Philomene Kaboree, rapiti ieri in Mauritania, erano partiti a fine novembre da Carini, centro a pochi chilometri da Palermo, dove vivevano nella frazione marinara di Villagrazia. Dopo una sosta in Mauritania avrebbero dovuto raggiungere in macchina il Burkina Faso, per andare a trovare i parenti della donna, che e' originaria di quel paese. L'ultimo contatto telefonico di Cicala con la figlia Alexia, 30 anni, nata da un precedente matrimonio, risale a ieri sera. La ragazza, operatrice in un centro richiedenti asilo a Mazara del Vallo (Tp), aveva saputo dal padre che oggi sarebbe partito per l'ultima tappa del viaggio. Quando Alexia ha sentito in televisione che una coppia era stata rapita, ha subito sospettato che potesse trattarsi dei suoi familiari. Si è messa in contatto con l'unità di crisi della Farnesina, che solo in serata le ha dato conferma.
La ragazza ha fatto un appello al ministro degli Esteri Franco Frattini, affinché avvii urgentemente i contatti con i sequestratori e per avere notizie sulle condizioni di salute della coppia. Cicala, 65 anni, è un pensionato della Regione siciliana: lavorava per l'Ente minerario. Vive con la moglie, 39 anni, sposata nel 2003 in seconde nozze, in una villetta di contrada Giummari e ha una passione per i viaggi, soprattutto per l'Africa. Una passione che già il 3 gennaio del 1994, mentre si trovava in viaggio su una jeep tra Ciad e Niger insieme ad altri turisti, gli è costata molto: in quell'occasione, per lo scoppio di una mina, ricorda il sindaco di Carini, Gaetano La Fata, morì la sua compagna di allora, una donna finlandese, Kati Katrin Ilitalo. Lo stesso Cicala rimase ferito. Da quell'incidente scaturì un lungo contenzioso giudiziario perché secondo i partecipanti al viaggio il tour operator non avrebbe gestito bene gli itinerari da percorerre portando i mezzi in zone anche minate.
Il sindaco, che conosce Cicala da molti anni, lo aveva incontrato la scorsa estate in paese: "Ormai - racconta - da quanto aveva sposato Philomene passava lunghi periodi in Africa e se tornava in paese era per incontrate familiari". Intanto, il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, è in stretto contatto con l'unità di crisi della Farnesina. "La Regione - ha detto il governatore - farà la sua parte per favorire la positiva soluzione della vicenda attraverso i canali istituzionali e diplomatici".

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di Redazione
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