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L'accusa è di omicidio colposo e rifiuto di atti d'ufficio

Due ufficiali della Marina indagati per il naufragio di 268 migranti


Due ufficiali della Marina indagati per il naufragio di 268 migranti
16/09/2019, 15:48

ROMA - Il Gup di Roma ha rinviato a giudizio l'ufficiale responsabile della sala operativa della Guardia Costiera, Leopoldo Manna, e il comandante della sala operativa della Squadra navale della Marina, Luca Licciardi. L'accusa è di omicidio colposo e di rifiuto di atti d'ufficio. La vicenda riguarda l'ottobre 2013, quando annegarono 268 persone. In quel momento, c'era un peschereccio, con a bordo 468 persone a bordo, che era diretto verso l'Italia; e la nave italiana Libra era solo ad un ora di distanza. Il peschereccio era crivellato di proettili e navigava a stento. Nonostante questo, il Comando in capo della marina ordina alla Libra di non intervenire, in attesa che arrivino le navi libiche. Dopo ben cinque ore di attesa inutile, dato che le navi libiche non sono mai partite, il peschereccio si capovolge e affonda. A salvare i naufraghi è un pattugliatore maltese, che a quel punto chiede aiuto alle navi nei dintorni e la Libra deve intervenire per forza. Ma per 268 persone, di cui 60 minori era comunque troppo tardi. 

La differenza tra questo episodio e le migliaia di altri naufragi, causati dall'indifferenza con cui la Marina italiana ha affrontato e affronta i drammi che avvengono nel Mediterraneo sta nel fatto che il giornalista Fabrizio Gatti ha condotto una inchiesta - uscita su Repubblica e sull'Espresso - e ha presentato due esposti in proposito. Altrimenti sarebbe finito nel cestino, come tutte le altre indagini per le centinaia di migliaia di cadaveri che abbiamo avuto nel Mediterraneo dal 2013 ad oggi. 

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di Antonio Rispoli
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