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L’iniziativa non è piaciuta alle forze dell’ordine

Duecento religiosi a San Pietro per dire “si” al referendum

Fermati e identificati manifestanti e giornalisti

Duecento religiosi a San Pietro per dire “si” al referendum
09/06/2011, 15:06

ROMA – “Come si fa a mercificare la madre acqua?”: è questa la domanda polemica di padre Alex Zanotelli in piazza San Pietro, nel giorno in cui circa 200 religiosi, in rappresentanza di quasi tutte le regioni italiane, hanno dato vita ad una manifestazione del digiuno e della preghiera per dire “Si” ai referendum.
La prossima, e soprattutto discussa, consultazione popolare, dunque, investe anche il mondo della Chiesa che, e non è la prima volta, scende in piazza e si schiera. I quesiti a cui i religiosi fanno riferimento sono quello riguardante l’acqua e quello contro le centrali nucleari, anche se, “a titolo personale”, i missionari manifestanti a piazza San Pietro hanno espresso il loro parere favorevole anche sul quesito riguardante il legittimo impedimento: “Perché la legge è uguale per tutti”.
“Siamo qui - ha detto padre Zanotelli insieme a padre Adriano Sella, fra i promotori dell’iniziativa - per tutti i cittadini e in particolare per la Chiesa. Siamo grati che la Chiesa italiana abbia fatto un bellissimo passo prendendo coscienza del problema, ma vorremmo che da parte delle parrocchie delle comunità ecclesiali ci fosse una presa di coscienza maggiore su questo, l’acqua è il bene comune essenziale, bisogna partire da qui”. Il gruppo di manifestanti, riunitosi in cerchio, ha poi recitato il Regina Coeli e il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi.
L’iniziativa dei religiosi, però, non è piaciuta a chi inizialmente ha dato alle forze dell’ordine la disposizione di divieto della manifestazione. Non è stato facile per i circa 200 dimostranti accedere alla piazza: il gruppo, arrivato prima dell’orario di appuntamento, ha dovuto a lungo contrattare con gli uomini di sicurezza e una volta riusciti ad entrare in piazza non è stato consentito loro di aprire uno striscione sul quale era scritto: “Signore aiutaci a salvare l’acqua”. La scritta, infatti, è stata aperta fuori e dalle transenne che circoscrivono il colonnato del Bernini. Ragionamento analogo anche per i giornalisti che sono stati fatti allontanare dalla piazza, per essere poi identificati con gli altri manifestanti.

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di Antonio Formisano
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