Cronaca / Sangue

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Duplice omicidio Ambrosio, le reazioni


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Duplice omicidio Ambrosio, le reazioni
15/04/2009, 19:04

E’ sgomento dopo il ritrovamento dei corpi di Franco Ambrosio e Grazia Sacco, barbaramente uccisi nella loro villa di Posillipo dopo, a quanto pare, un tentativo di furto sfociato in tragedia. I malviventi, almeno in tre e forse provenienti dall’est Europa, hanno portato via valori per 50mila euro circa, come confermato dal capo della Omicidi, il vicequestore Pietro Morelli, ma non hanno toccato argenteria o quadri di valore. Non sono riusciti nemmeno ad aprire la cassaforte a muro. Un omicidio quindi avvenuto per una tragica fatalità, con gli assassini che credevano di trovarsi in una villa vuota da ripulire e poi, davanti ai coniugi, si sono lasciati prendere dal panico e li hanno massacrati con spranghe di ferro.

I vicini delle vittime puntano il dito sulla situazione di degrado della Discesa Gaiola, luogo considerato di lusso dai napoletani ma, a quanto pare, non è tutto oro quello che luccica. E’ una strada stretta, incassata tra gli edifici, ci passa a stento un’automobile. Poche le luci, scarsi i controlli. Circostanze che rendono la Gaiola il luogo adatto per tossicodipendenti in cerca di un posto tranquillo e per rapinatori che, consapevoli che in zona abitano soltanto persone eufemisticamente definibili benestanti, sanno di poter agire a colpo sicuro e per un bottino di tutto rispetto. “Discesa Gaiola è terra di nessuno, - dicono alcuni vicini di casa degli Ambrosio, - quando cala la notte e soprattutto quando piove qui sembra un inferno. Una strada senza via d’uscita e totalmente buia. Può accadere qualsiasi cosa nel silenzio e nell’isolamento di queste curve”. Alcuni parlano di diversi furti avvenuti nella zona, di tossicodipendenti, di rapine a mano armata. “Tutti sapevano che gli Ambrosio erano ricchi e che non avevano particolari sistemi di sicurezza, - spiega un conoscente, - possono essere stati uccisi per qualsiasi motivo e da chiunque si sia intrufolato in casa anche se non riusciamo a capire il motivo di tanta ferocia”.

Turbato anche il presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino, per il quale “la barbara uccisione dei coniugi Ambrosio, massacrati nella loro abitazione, turba e colpisce umanamente. E’ un fatto orribile che segue di poche ore l’assurdo accoltellamento di un giovane durante una lite tra ragazzi”. “il diritto alla sicurezza, soprattutto nelle grandi aree metropolitane, continua ad essere un problema centrale e deve essere una priorità fondamentale per il Governo e per tutto il Paese. E’ una battaglia da combattere su più fronti: contrasto alla criminalità organizzata, alla delinquenza italiana e straniera e alle situazioni di grave degrado”, aggiunge il Governatore. Governo e Parlamento, forze dell’ordine e magistratura, conclude Bassolino, “devono affrontare questo tema con la massima determinazione e possono e debbono contare sulla piena collaborazione delle istituzioni locali e della società civile”.

Sconcertato Paolo Cirino Pomicino, da anni molto amico del re del grano. “Sono scosso umanamente, - ha dichiarato, - non so quasi che dire. Sono sgomento per la violenza esercitata su due persone amiche e anziane che passavano una tranquilla serata nella propria casa”. Pomicino ha aggiunto che l’imprenditore, ormai ritiratosi a vita privata, faceva il ‘nonno a tempo pieno’ e si preparava a difendersi in appello dopo la condanna in primo grado del 2008.

Molto scosso anche Francesco Serao, vicino di casa degli Ambrosio e presidente dell’Ordine dei commercialisti di Napoli. “Lui era così, si fidava degli altri, viveva alla buona, senza alcuna protezione”, ricorda con una punta di commozione. “Lui ha dato molto a questa città, la sua immagine è stata offuscata dalle vicende giudiziarie nelle quali è rimasto coinvolto. Era un uomo perbene e aperto con tutti”.

"Conoscevo Ambrosio anche se non lo vedevo da molti anni. Lo ricordo come una persona intelligente, simpatica, un imprenditore capace di reggere la competizione internazionale. Era riuscito a superare i confini nazionali trasformando la sua azienda in un gruppo multinazionale con sede a Napoli". Cosi' Giulio Di Donato ricorda all'ADNKRONOS Franco Ambrosio, il 're del grano', l'imprenditore ucciso a Napoli la scorsa notte nella sua villa di Posillipo. "Nel corso della sua attività imprenditoriale aveva inevitabilmente avuto delle disavventure - prosegue l'ex leader del Psi in Campania - come le ultime vicende giudiziarie. Ma io lo conoscevo soprattutto come persona". "Quello che mi colpisce di più di questo omicidio sono le modalità in cui è stato fatto - conclude Di Donato - Spero che si accerti al più presto la verità e si rintraccino i responsabili".

Benito Benedini, l’industriale milanese che ha rilevato Italgrani dopo il fallimento, ricorda soprattutto la correttezza dell’imprenditore napoletano massacrato insieme a Grazia Sacco questa notte nella sua villa di Posillipo. A Franco Ambrosio, dice, “dobbiamo molta riconoscenza. Con noi è stato sempre corretto e di molto aiuto e i rapporti sono stati improntati alla massima trasparenza. Era un personaggio e un gran conoscitore del settore”. Interpellato dall’Ansa, Benedini parla anche della situazione di Italgrani. “Il rilancio in Italia non è stato possibile, - afferma, - abbiamo dovuto dismettere i beni immobiliari mentre la parte industriale era già andata. Agli inizi del 2006 quando, a causa dei tempi lunghi della giustizia, siamo effettivamente riusciti a mandare in porto il concordato, che avevamo presentato a fine 2004, non c’era più nulla da salvare di industriale”. Sul versante internazionale, invece, le cose sono diverse. “Va molto bene Italgrani Usa, che ha 100 dipendenti e fa 800 milioni di dollari di fatturato”, conclude Benedini.

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di Nico Falco
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