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Il sistema predisposto dalla Gelmini fa acqua da ogni parte

E' giallo per le prove Invalsi: obbligatorie per gli alunni, non per gli insegnanti


E' giallo per le prove Invalsi: obbligatorie per gli alunni, non per gli insegnanti
18/03/2011, 10:03

ROMA - Sembra quasi uno scioglilingua, la situazione delle prove Invalsi, che devono essere fatte tra il 10 e il 13 maggio prossimi, per valutare la situazione degli alunni delle elementari (secondo e quinto anno), delle medie (primo anno) e delle superiori (secondo anno) in Italia. Infatti, a causa di una serie di norme non omogenee, esce fuori che gli alunni sono obbligati a fare queste prove, ma esse non fanno parte dell'orario scolastico. Inoltre gli insegnanti non sono tenuti a stare in classe con gli alunni, mentre questi svolgono le prove; inoltre si tratta di un compito non previsto dal loro impiego, che quindi i presidi dovranno remunerare a parte come straordinario. Ma con quali soldi se le scuole non hanno un centesimo neanche per le cose essenziali? Si tratta di un puzzle la cui composiizone è praticamente irrisolvibile.
A complicare la situazione, anche le altre leggi: il sistema previsto dalla Gelmini prevedeva tra controlli: sugli alunni tramite le prove Invalsi; sugli insegnanti tramite l'Indire (l'Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa) e sugli edifici tramite il corpo ispettivo.
Ma l'Invalsi abbiamo visto in che condizioni è stato ridotto. L'Indire è stato cancellato con la Finanziaria del 2007 e non è mai stato riattivato successivamente. Al suo posto ci sarebbe l'Ansas (l'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica), che però tra i suoi compiti non ha quello di valutare gli insegnanti. E il corpo ispettivo è ridotto ai minimi termini, assolutamente inadeguato ai compiti che è stato chiamato a svolgere. Insomma, un sistema scolastico basato su tre gambe, nessuna delle quali si muove. Non è il massimo.

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di Antonio Rispoli
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