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Liberato ieri dopo centoventi giorni di prigionia in Darfur

E’ in Italia Francesco Azzarà, il cooperante di Emergency


E’ in Italia Francesco Azzarà, il cooperante di Emergency
17/12/2011, 10:12

MOTTA SAN GIOVANNI (RC) –  Suonano a festa le campane di Motta San Giovanni, il paese di origine di Francesco Azzarà (nella foto). Il cooperante di Emergency liberato ieri in Sudan è giunto stamane in Italia, dopo centoventi giorni dopo il suo rapimento. Azzara' e' arrivato a Roma   con un volo speciale ed ora sara' sentito dal magistrato che aveva aperto il fascicolo sul suo rapimento.
Ieri, nel suo paese, Motta San Giovanni,  che si trova nel centro del reggino, un tranquillo venerdì di dicembre si é trasformato in un giorno di grande festa quando è arrivata la notizia della liberazione di Azzarà.
In Paese c'é stata subito una grande mobilitazione. In tanti si sono ritrovati per strada ed hanno iniziato a festeggiare. Il parroco, don Severino, ha fatto suonare le campane a festa perché "é una notizia che tutta la comunità attendeva".
Il sacerdote, mentre si prepara per la messa della sera, non riesce a trattenere le lacrime di gioia ed annuncia per la celebrazione eucaristica "un ricordo speciale per Francesco, per ringraziare il Signore che ci ha restituito un nostro fratello rapito".
 E' visibilmente soddisfatto anche il sindaco di Motta San Giovanni, Paolo Laganà, che sorride mentre guarda la foto di Francesco esposta sulla facciata del municipio.
"L'esperienza di questo ragazzo - spiega - ha davvero colpito tutti. E la sua liberazione è una notizia che corona le nostre aspettative e ripaga l'impegno e la mobilitazione di tutti".
A Motta San Giovanni, intanto, si pensa già alle iniziative in vista del rientro di Azzarà in Italia che, sempre secondo le notizie apprese dal sindaco Laganà, dovrebbe verificarsi tra 3-4 giorni. In Calabria dal momento del rapimento c'é stata una grande mobilitazione per sollecitare il rilascio del giovane cooperante. La Regione, le Province e moltissimi Comuni hanno immediatamente aderito all'appello di emergency ed avevano esposto la foto di Francesco sulle facciate dei palazzi istituzionali.

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di Rosario Scavetta
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