Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

E' iniziata la campagna TV per il nucleare, ma nessuno lo sa


E' iniziata la campagna TV per il nucleare, ma nessuno lo sa
24/03/2011, 10:03

Ufficialmente, nessuna TV si occupa in modo specifico del nucleare, al di là dei servizi sui fatti che provengono dal Giappone. Ma in realtà è partita una campagna pubblicitaria di lungo termine a favore della costruzione delle centrali nucleari che coinvolge praticamente tutti i mass media. SOlo che è una campagna molto subdola.
Innanzitutto, sono praticamente banditi da queste discussioni quei tecnici che più ne potrebbero parlare: per esempio, perchè non rivolgersi ad un fisico nucleare come Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica? Non conosce a fondo la meccanica, ma può spiegare bene i rischi dell'inquinamento nucleare. Invece si fa parlare una persone come Umberto Veronesi, che è un oncologo di valore, ma la cui fondazione ha tra gli sponsor principali l'Enel, che è la società che dovrà costruire e gestire le centrali. Oppure Margherita Hack, nostra astrofisica, ma non esattamente specializzata sul nucleare (nei soli avviene la fusione, molto meno inquinante della fissione usata nelle centrali nucleari e molto più potente.
Ma non è solo la scelta delle persone. Contano molto le parole che si usano, per generare una fobia nei confronti delle energie alternative. Un esempio lo si è avuto ieri sera, su Rainews. Il direttore Corradino Mineo stava intervistando il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, e ad un certo punto la discussione è finita sulle centrali nucleari. E quando Mineo ha chiesto a Stracquadanio sulla difficoltà di smaltire le scorie nucleari, il deputato ha detto: "Ma noi sappiamo come si fa, si vetrificano e si inertizzano. Quello che non sappiamo è invece come smaltire i pannelli solari, che rischiano di creare discariche che inquinano anche più delle scorie nucleari". Certo, se uno lo ascolta, l'argomentazione è convincente. Peccato che sia completamente falsa. La vetrificazione delle scorie e l'immersione in bidoni pieni di una mistura di cemento e piombo è solo per poterla maneggiare temporaneamente senza pericoli. Ma nel giro di pochi anni diventa inutile: la radioattività supera queste barriere. Serve quindi la possibilità di metterle in luoghi che impediscano la propagazione delle radiazioni (ricordandosi che qualsiasi materiale, sottoposto a radiazioni, vede la propria struttura distrutta, in un tempo più o meno lungo). Devono essere luoghi sismicamente stabili (cioè non ci devono essere terremoti forti), lontani dall'acqua (quindi sono inadatte le miniere di sale, che spesso hanno acqua che scorre nelle vicinanze) e con un massiccio strato di argilla o sabbia che separi questo luogo dalla superficie. Nel 2003 il presidente George Bush dette incarico ad una equipe di geologi dell'università di Berkley di trovare posti simili, ovunque fossero, negli Usa o fuori. Dopo due anni di ricerche l'equipe è tornata dicendo che non esiste nessun posto nel mondo che risponde a queste caratteristiche. Che comunque sono sufficienti solo per conservarle per 1000 anni; ma le scorie smetteranno di essere radioattive tra qualche milione di anni.
Al contrario i pannelli di silicio già oggi vengono riciclati. Ci sono diverse società nel mondo (una è anche italiana) che si occupano proprio di questo: riciclare i pannelli ed usare il materiale ancora utile per nuovi pannelli. Inoltre il silicio è enormemente diffuso, è il secondo elemento presente sulla Terra dopo l'ossigeno: il vetro e gran parte della sabbia che esiste nel mondo sono silicio. Vero è che, per essere usato per i pannelli solari, deve essere purificato e questa è una operazione relativamente complicata. Ma non inquinante come sventrare le montagne per ricavare 1 Kg. di uranio da 100 tonnellate di roccia.
Ma è soprattutto con l'utilizzo di trasmissioni solo apparentemente leggere che si cerca di fare un profondo lavaggio del cervello della popolazione. Ne è stato un esempio la trasmissione di "Striscia la Notizia" del 22 marzo. In questo servizio un presunto esperto, tal Massimo Burzi, mostra come sia semplice, per coloro che hanno lo speciale contatore che l'Enel dà a chi ha i pannelli fotovoltaici e che segna l'energia prodotta, fare una truffa, collegando a quel contatore anche l'energia prodotta da un generatore a gasolio, incassando quindi più agevolazioni (chi produce energia da fonti rinnovabili ha incentivi dallo Stato). Ora, due cose. Innanzitutto, la notizia è falsa: se si produce più energia di quanto l'Enel si aspetta, viene mandato subito un controllo sul contatore. E con i moderni contatori, gestiti elettronicamente da lontano, accorgersi di quanta energia viene prodotta è un istante. E seconda cosa questo Burzi ha dichiraarto lui stesso ai giornali, in altre occasioni (è stato intervistato per le sue collezioni di oggetti stravaganti), di essere un amico di Antonio Ricci e sul suo sito ha una galleria di foto con i protagonisti del programma di canale 5. Che facciamo, gli crediamo in qualità di esperto che ha solo toppato una notizia? Per me non è il caso.
In realtà, il problema resta ideologico: costruire una centrale nucleare significa spendere un sacco di soldi da parte dello Stato, fare appalti giganteschi che arricchiranno i soliti noti; incentivare lo sviluppo del fotovoltaico e dell'eolico domestico significa dare ai cittadini la libertà e l'indipendenza anche economica. E questa seconda cosa dà fastidio a chi governa. Quindi si propaganda il nucleare che è una tecnologia vecchia, inefficiente, costosa ed inquinante.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©