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Oltre 100 persone pronte a rendere omaggio al latitante

E la folla applaudì il super boss della 'ndrangheta Tegano



E la folla applaudì il super boss della 'ndrangheta Tegano
27/04/2010, 18:04

REGGIO CALABRIA - Dopo 17 anni di latitanza, il super boss 71enne Giovanni Tegano, è stato finalmente catturato dalle autorità. Fuori dalla Questura di Reggio Calabria, una piccola folla di un centinaio di persone attendenva urltante quello che è stato considerato uno degli esponenti più pericolosi della 'ndrangheta.
A chi si aspettava uno stuolo di persone felici di vedere un simile criminale assicurato alla giustizia, saranno probabilmente cadute le braccia quando, prima timidamente e poi con decisione, il gruppo di radunatosi in tutta fretta ha iniziato a rendere omaggio al boss; con una donna che ha dato il via agli omaggi ulrlando:"Tegano uomo di pace".
E pensare che, l'uomo tenuto in manette dalle autorità ed acclamato dalla folla, era ricercato dal 1993 ed inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi del paese. Durante la notte, poi, gli agenti della questura di Reggio hanno notificato a Tegano oltre che la definitiva condanna all'ergastolo, anche una serie di pesanti capi d'accusa tra i quali omicidio, associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura e danneggiamenti.
Sull'episodio, come si legge sul Sole 24 ore, ha espresso il suo triste parere anche il procuratore capo della Repubblica Giuseppe Pignatone:"Sono venuti ad applaudire un latitante condannato all'ergastolo, ma c'è sicuramente una stragrande maggioranza di calabresi che non ha voce per mancanza di strumenti o per paura. Voglio ancora una volta dire che manca un'adeguata attenzione da parte degli organi di informazione locali e nazionali che non sempre raccontano i fatti positivi che pur si verificano in questa realtà. Io spero che si arrivi al momento in cui gli applausi saranno rivolti invece agli uomini e alle forze dello Stato".
"Voglio dire grazie - ha poi aggiunto il procuratore - in particolare alla Squadra mobile di Reggio Calabria. Tegano era l'ultimo latitante storico della seconda guerra di mafia. Era veramente qualcuno e la controprova l'abbiamo avuta stamane notando tutta quella gente davanti alla Questura. Ho ricevuto stamane la telefonata del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che mi ha autorizzato a rendere pubblico il suo messaggio, con cui il Capo dello Stato ha espresso il proprio apprezzamento che magistrati e forze dell'ordine stanno facendo a Reggio Calabria a tutela della legalità democratica".
Delusi ed amareggiati dall'atteggiamento dei "fan" del boss anche i giovani rappresentanti del movimento antimafia "Ammazzateci tutti" che, in una nota, hanno espresso tutta la loro solidarietà al procuratore e alle forze dell'ordine; invitando la società reggina ad uno scatto d'orgoglio che rappresenti reale volontà di "cambiar testa" e di non nascondersi più dietro omertà o addirittura apprezzamento per i malavitosi.
Come gli investigatori ricordano "il nome dei Tegano e' legato alla guerra di mafia che ha mietuto tantissime vittime" e che, dall'85 al 91, ha causato quasi mille morti tra innocenti e uomini delle cosche. Un bilancio da piccola guerra civile che fa apparire ancora più agghiacciante la definizione di "uomo di pace" regalata al superlatitante calabrese considerato dai magistrati uno dei massimi esponenti della 'ndrangheta.
Il problema della malavita calabrese è qualcosa di incredibilmente radicato ed addirittura bene accetto da alcune frange della popolazione. Nel clima di assoluta miseria e profonda ignoranza, diviene incredibilmente difficile agire nel nome della legalità e vincere paura e rassegnazione. Il servizio realizzato dal programma Exit Files condotto da Ilaria D'Amico su La 7, ha messo poi ulteriormente in risalto il duro lavoro che aspetta il neo eletto presidente Giuseppe Scopelliti; già entrato in pieno nel giogo dei politici riciclati, arrivisti, corrotti e sicuramente anticalabresi.

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di Germano Milite
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