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Il decesso dopo un'operazione di peritonite

E’ morto Aldo Giuffrè, aveva 86 anni


E’ morto Aldo Giuffrè, aveva 86 anni
27/06/2010, 13:06

NAPOLI – E’ morto a Roma Aldo Giuffrè. L’attore teatrale e cinematografico, nato a Napoli nel 1924, si è spento ieri notte dopo un’operazione di peritonite al San Filippo Neri. Lo ha reso noto all’Ansa il fratello Carlo. Aldo Giuffrè aveva compiuto 86 anni il 10 aprile scorso. 

Fino a che un'operazione alla gola non lo privo' di una delle sue qualita' migliori, ovvero la sua pastosa voce napoletana, Giuffre' e' stato un attore attivissimo al cinema, in tv e in teatro, dove aveva mosso i primi passi con il fratello Carlo nella compagnia di Eduardo De Filippo. Negli anni Settanta si era dedicato stabilmente alla tv (partecipando a diversi sceneggiati) e al cinema (dove aveva esordito nel 1948 in 'Assunta Spina' di Mario Mattioli). La sua versatilita' e il grande mestiere gli permisero di affrontare generi molto diversi tra loro: dalla commedia piu' disimpegnata (le avventure giallo-rosa di Laura Storm) alla tragedia classica (Macduff in ''Macbeth''), dal dramma moderno (il regista di ''La ragazza di campagna'') a quello in costume (don Pedro in ''Mariana Pineda'', Corina in Antonello capobrigante), allo spaghetti-western (Aldo era il Capitano Nordista de 'Il buono, il brutto, il cattivo' di Sergio Leone). Il cinema lo ha utilizzato moltissimo come caratterista comico: in 'Ieri, oggi, domani' di Vittorio De Sica, il alcune commedie sexy degli anni Settanta, in 'Scugnizzi' di Nanni Loy, per citare solo alcune dei moltissimi film in cui ha recitato nel corso della sua carriera ultracinquantennale. Il suo ultimi film sono stati 'La repubblica di San Gennaro' di Massimo Costa del 2001 e 'Rosa Funzeca' di Aurelio Grimaldi del 2002.

''E' morta l'altra mia meta' in palcoscenico, lo chiamavo nella camera mortuaria ma lui non mi rispondeva piu'. Aveva ancora tutti i capelli neri, non una ruga e quel suo bel faccione''. Carlo Giuffre', distrutto dal dolore, ricorda cosi', all'ANSA, gli ultimi momenti passati insieme al fratello Aldo. Un eterno sodalizio artistico e umano, anche se con qualche incomprensione e ruggine come spesso capita fra personalita' forti, di due dei piu' grandi attori teatrali italiani di sempre. ''Era il mio fratello piu' grande, io faro' 82 anni a dicembre, me lo ricordo recitare fin da piccolo - racconta Carlo -. Io gli ho fatto quasi da spalla, aveva una straordinaria capacita' istrionica, una grande simpatia e comicita'. Negli ultimi giorni non si sentiva bene, aveva un forte dolore alla pancia. Si e' scoperto che aveva una peritonite, ma dopo l' operazione i punti non tenevano. I medici lo hanno nuovamente curato ma ci hanno spiegato che il cuore non reggeva piu' e cosi' dopo 48 ore si e' spento serenamente. D'altro canto a questa eta' si deve iniziare a pensare che il futuro non e' lungo''. Quali sono i ricordi piu' belli? ''A parte l'infanzia, quando abbiamo iniziato a lavorare insieme. Nel 1972 al Teatro delle Arti di Roma siamo partiti con 'Un coperto in piu'' di Maurizio Costanzo. Fu un successo, la critica parlo' dei nuovi De Filippo, perfino Fellini disse che il nostro era 'un teatro ad alta temperatura' e ci stimava. Il nostro sodalizio artistico teatrale e' durato 12 anni, era basato sulla commedia dell' arte, recitavamo quasi a soggetto. Ne abbiamo fatte tante di cose: 'I casi sono due', 'La Fortuna con la S maiuscola', 'Francesca da Rimini'. Lui non si occupava di regia, sembrava un po' disattento e poi sul palco era bravissimo''. ''Il suo approccio era sempre teatrale - ricorda ancora Carlo Giuffre' - Aldo faceva anche radio, molto cinema e televisione ma ha sempre avuto il teatro nel cuore. E si puo' vedere anche nel monologo-apologo sull'assurdita' della guerra in 'Il Buono, il Brutto e il Cattivo' di Sergio Leone che non a caso ci teneva molto a che lui partecipasse al film''. E i litigi che ci sono stati in passato fra voi due? ''La morte porta via tutto, ma da tempo avevamo fatto pace e ci vedevamo regolarmente anche se eravamo ancora molto impegnati. So di aver perso piu' di un fratello, una parte di me e del vero teatro napoletano e italiano. Eravamo gli unici a fare teatro italiano, la commedia dell'arte, perche' da quando nacque il melodramma nel '700 non abbiamo piu' avuto teatro di prosa e autori teatrali. Da Goldoni si aspettano due secoli per Pirandello. E 50 anni dopo per De Filippo''.

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di Redazione
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