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La Corte dei Conti blocca i conti correnti

EavBus: bufera sui manager per indennità non dovute


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EavBus: bufera sui manager per indennità non dovute
03/05/2013, 13:02

NAPOLI – Torna sotto i riflettori l’Eav holding, la partecipata di Palazzo S. Lucia in liquidazione, poi riacciuffata per i capelli e che adesso è nuovamente sotto la lente della Corte dei Conti. 4200 dipendenti, un capitale sociale che sfiora i 13 milioni di euro, un debito che ne sfora i 500milioni ed un servizio colabrodo che penalizza non solo la società civile ma anche il pubblico decoro. In un primo maggio che è stato sotto molti aspetti la tomba del lavoro, l’EAVbus ha dato prova di quanta salomonica pazienza debbano essere provvisti i campani per non dover ricorrere all’uso della rivolta. Finito nel calderone dei disservizi della Circumvesuviana anche il neo ministro Bray, la giornata dedicata ai lavoratori ha consumato l’ultimo atto di una storia fatta di un trasporto da terzo mondo ben oleato con i soldi pubblici. Ma poi succede che la borsa si restringe e a pagarne le conseguenze sono sempre i pendolari mentre i conti dei manager continuano ad essere ben lubrificati. E dopo l’inchiesta dei giudici contabili su ANM che ha condotto ad indagare ben 6 funzionari della partecipata di Palazzo S. Giacomo, è la volta di EAV, alla quale la Corte dei Conti contesta un danno erariale di quasi 2 milioni di euro a 5 dirigenti ai vertici aziendali. La Procura regionale della Corte dei Conti ha anche disposto , a scopo conservativo, il sequestro dei conti correnti dei manager sotto inchiesta sino a concorrenza dell’intero danno. L’attività investigativa degli uomini delle Fiamme Gialle ruota intorno alle indennità per esodo incentivato assegnate a dipendenti e dirigenti di Circumvesuviana, Sepsa, Metrocampania, società facenti capo ad Eav. Per non aver vigilato su queste spettanze andate a chi non ne aveva diritto secondo la contestazione della magistratura contabile, sono stati invitati a dedurre Nello Polese, Amministratore unico di EAV, e Valeria Casizzone, direttore generale della Holding e dirigente dell’ufficio legale. La misura è stata adottata anche per Alfonso Cerere, amministratore unico di SEPSA, Antonio Napolitano, numero uno di Metrocampania Nordest, e Gennaro Carbone, amministratore di Circumvesuviana. Una situazione vergognosa quella che viene fuori dall’indagine delle toghe contabili, che continua a generare ombre su un comparto che in Campania rappresenta il non plus ultra del degrado e del disservizio a fronte di una dirigenza strapagata e con poteri illimitati anche grazie all’accondiscendenza di certa politica.

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di Rosario Lavorgna
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